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«Il pronto soccorso funziona bene», parola di assessore

«Il pronto soccorso funziona bene», parola di assessore

PISA. Dicembre 2010, inaugurazione del pronto soccorso: il governatore Enrico Rossi parla di Cisanello come ospedale migliore d’Europa. Giugno 2014 su facebook: sempre Rossi indica il pronto...

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PISA. Dicembre 2010, inaugurazione del pronto soccorso: il governatore Enrico Rossi parla di Cisanello come ospedale migliore d’Europa. Giugno 2014 su facebook: sempre Rossi indica il pronto soccorso come «il peggiore». Ieri, visita dell’assessore regionale alla salute, Luigi Marroni: «La riorganizzazione e l’incremento dell’organico hanno portato un grosso miglioramento del servizio».

Dove sta la verità? Secondo Marroni tutto torna, perché Rossi «non ha mai messo in discussione la qualità delle cure prestate a Pisa, ma si riferiva al tempo d’attesa e alla percezione degli utenti: quel che ha detto è stato di stimolo».

La visita dell’assessore rientra in un tour agostano che sta toccando tutti i nosocomi della regione: il passaggio in città era forse la tappa più delicata, per le polemiche sollevate dopo il post del governatore.

Il lavoro svolto in due mesi è stato enorme: Massimo Santini, direttore dell’Unità operativa di Medicina d’urgenza, racconta che «la sferzata ci ha fatto bene; prima si tamponava l’emergenza, ora si riesce a vedere una situazione nuova. Certo, l’integrazione del personale è stata fondamentale, ma i nuovi avrebbero fatto male se non avessero trovato il contesto cambiato».

In concreto, la riorganizzazione comprende vari aspetti: prima c’erano 17 postazioni di visita e 9 posti letto per osservazione breve intensiva; ora i numeri sono lievitati rispettivamente a 25 e 12. Ancora, sta per partire un sistema software che monitora il paziente in ogni momento, in modo che nessuno si senta abbandonato e ogni medico che segue un caso abbia il polso dell’intero percorso svolto al pronto soccorso.

Sempre a settembre sarà attivata la “stroke unit”, un reparto speciale dedicato alle malattie cerebrovascolari: è la carta vincente per battere gli ictus. E sono già operativi «i team che ti fanno sentire più assistito – aggiunge Marroni – perché in un ospedale mezz’ora d’attesa ti sembrano tre ore: era questa l’incuria del passato». L’utente ora è seguito anche da personale non medico che fornisce informazioni al malato e ai suoi parenti: un’operazione di trasparenza e di “coccole” che in questi casi è di supporto soprattutto psicologico. Infine, all’uscita, due volontarie del servizio civile pongono otto domande ai “clienti” per capire se e quali aspetti necessitano di migliorie ulteriori. Insomma, «le risorse servono, ma prima ci vuole l’organizzazione», commenta l’assessore: la Regione ha dato l’ok alle assunzioni, ma ha anche verificato che ci fosse «uno studio dei flussi, peraltro condotto in tempi velocissimi, per arrivare a una revisione di una struttura che comunque è un oggetto modernissimo, dove il trattamento è eccellente; e una delle poche dove non solo la radiologia è interna, ma addirittura conta due unità».

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