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«Sapevamo dei dissidi tra i due ma la reazione era impensabile»

PONSACCO. Riservato, sociale, scontroso ma per tutti determinato e autoritario. Non si contano i pareri su Domenico Specchiulli, il muratore impiccatosi dopo aver massacrato la moglie. «Siamo senza...

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PONSACCO. Riservato, sociale, scontroso ma per tutti determinato e autoritario. Non si contano i pareri su Domenico Specchiulli, il muratore impiccatosi dopo aver massacrato la moglie. «Siamo senza parole di fronte a una tragedia che nessuno avrebbe potuto prevedere» affermano i consuoceri, Pierano e Loretta nella loro casa di Ghezzano. Al primo piano abitano il figlio Nicola, il nipotino e la nuora Silvana, una dei figli di Domenico. « Sapevamo – afferma Loretta- dei dissidi tra Domenico e Maria ma qual è quella coppia che non ne ha? E comunque non poteva essere una situazione critica altrimenti mio figlio e sua moglie non sarebbero mai partiti in vacanza». La partenza sabato scorso per Lampedusa era già stata combattuta in famiglia per il delicato intervento chirurgico di venerdì del fratello Nazario. «Silvana - afferma Loretta - non voleva andarsene senza essersi accertata prima dell’esito dell’intervento».

Loro non sapevano ancora nulla – continua la donna – fino a quando non ho telefonato a mio figlio nel pomeriggio. Ho ancora vivo il ricordo straziante di quell'interminabile silenzio dall’altro capo della cornetta. Se trovano la coincidenza a Palermo probabilmente rientreranno in serata».

Anche per i consuoceri è stato casuale la scoperta del fatto. «Eravamo andati a Soianella per prendere del vino - ricorda Pierano - e sulla strada di ritorno abbiamo pensato di fargli visita. La porta era aperta, la tv accesa, poi le urla disperate e l’arrivo dei carabinieri».

Ma cosa aveva spronato quel folle comportamento? Difficile dirlo. «Domenico - continua Loretta - era un uomo tranquillo come del resto la moglie. Aveva lavorato tanto per la nostra casa e quando venivano a mangiare da noi o dalla figlia, Maria lo accudiva con attenzione per i problemi di diabete di cui soffriva». Incredula anche Sonia, la vicina di casa. «Un uomo sereno e spiritoso che non negava mai un saluto ogni volta che ci vedeva».

La famiglia di Domenico aveva anche abitato per alcuni anni a Nodica, in via D’Ombra. «Lo ricordo bene – afferma Luciano Morresi - per avergli fatto l’impianto idraulico di casa. Quando decideva una cosa era quella e non si sgarrava».

Domenico frequentava anche il Circolo "Vasca Azzurra" specie durante le sagre. «Una persona autoritaria e particolare», ricorda Eugenio Somma, muratore come lui. L’ultimo parere è di Renzo Fogli «Un lavoratore: lo chiamai a casa mia per un lavoro che fece veramente a regola d’arte».

Luciano Bartalini

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