Finanza
L’ha uccisa perché voleva fare pace col figlio
Prima le botte, poi cinque coltellate: non sopportava l’idea che la donna riallacciasse quel rapporto interrotto da tempo
PONSACCO. Si è accanito a lungo contro la povera moglie che ha cercato di reagire. Sono almeno cinque le coltellate che Domenico Specchiullo, muratore di 76 anni, ha inferto contro la moglie, Maria Ricci, 74 anni, durante l’ennesimo e ultimi litigio che ha funestato la vita della coppia, originaria della provincia di Foggia. Tristemente chiara la ricostruzione del fatto avvenuto in un terratetto di via Curtatone e Montanara a Ponsacco.
I due, abituati da anni a violenti litigi, hanno discusso ancora una volta per i figli. L’uomo, che dopo avere ucciso la moglie si è impiccato con una corda appesa a un gancio del soggiorno, aveva con la famiglia un atteggiamento molto aggressivo. Tanto che i figli, ad eccezione di Rosanna, che abita a Gello di Pontedera e che ha scoperto i cadaveri, avevano preso le distanze dal padre non condividendone i modi. «Più volte avevo detto a mia madre di venire via – si è disperata la figlia quando si è trovata davanti alla scena agghiacciante – volevo portarla a casa mia». Molti dei problemi con la moglie nascevano proprio dall’atteggiamento da despota che l’uomo teneva con i figli. Maria e la figlia Rosanna volevano andare a fare visita all’ospedale a Nazario, uno dei figli della coppia, ancora in ospedale dove si è sottoposto a un intervento chirurgico, eseguito venerdì scorso. Domenico però non era d’accordo. Voleva che la moglie restasse a casa sua: i rapporti con i figli erano chiusi e così dovevano restare, secondo la mentalità dell’omicida. Fin dal mattino i coniugi hanno cominciato a litigare e forse già alle 10 la tragedia era compiuta.
I vicini di casa ai carabinieri hanno raccontato di avere sentito la coppia litigare già alle 8 del mattino.
La figlia però avrebbe parlato per telefono con la madre alle 9.30. La donna si era sfogata per quella situazione ma aveva voluto restare a casa a Ponsacco. Poche ore dopo la figlia aveva cercato di nuovo di parlare con la madre senza però riuscirci. Fino al pomeriggio quando aveva deciso di andare a vedere di persona cosa era successo. Per lei è stato un colpo terribile. Le grida di disperazione della donna hanno richiamato l’intero isolato. Un pianto e un dolore senza fine, tanto rancore contro quel padre-padrone. «L’ha ammazzata, l’ha ammazzata», sono state le prime parole prima di chiedere aiuto a polizia e carabinieri. Le pressanti richieste della moglie, in pena per la salute del figlio, potrebbero avere innescato l’incontrollata reazione del marito. Il quale prima l’ha picchiata mentre lei, che forse stava facendo le pulizie di casa quando è stata aggredita, ha cercato di difendersi. L’ha presa a pugni, colpita forse con alcuni oggetti. Infine, l’ha colpita al torace più volte con un coltello lasciandola agonizzante sul pavimento con una ferita alla testa. Subito dopo, forse preso dal rimorso, l’uomo si è tolto la vita. I parenti sentiti nelle prime ore dopo il delitto, hanno confermato, anche se non ci sono denunce ufficiali, che l’uomo era solito maltrattare la moglie e che i rapporti con lei si erano sempre più compromessi anche per questa ragione, per il fatto che i figli non volevano avere rapporti con lui. Il pm Flavia Alemi della Procura della Repubblica di Pisa ha disposto l’autopsia sulle salme, effettuata già ieri. La casa della tragedia ora è sotto sequestro.
©RIPRODUZIONE RISERVAT
GUARDA IL VIDEO
CON LE TESTIMONIANZE
www.iltirreno.it
A
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
