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Una spesa di 200mila euro per risolvere l’arbitrato

Una spesa di 200mila euro per risolvere l’arbitrato

SAN MINIATO. Nelle stanze del Comune di San Miniato si attende ancora una comunicazione ufficiale, ma tutto lascia pensare che l’ultimo atto del discusso project financing andrà in scena di fronte al...

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SAN MINIATO. Nelle stanze del Comune di San Miniato si attende ancora una comunicazione ufficiale, ma tutto lascia pensare che l’ultimo atto del discusso project financing andrà in scena di fronte al collegio arbitrale. Si andrà alla guerra insomma, così come prospettato dalla controparte privata, la società San Miniato Gestioni Srl (partecipata in maggioranza dell’ex Consorzio Etruria) che in una lettera recapitata in Comune ha fatto sapere di ritenere ormai conclusa la fase bonaria e di voler chiedere l’arbitrato. Una possibilità prevista dalla stessa convenzione sottoscritta nel 2005, che obbligherà il Comune a nominare un proprio arbitro predisponendo una strategia di difesa. Il tutto per una spesa che, secondo le prime stime, potrebbe aggirarsi sui 200mila euro. Lo ha annunciato l’assessore al bilancio Gianluca Bertini, in vista dell’arrivo della richiesta ufficiale di arbitrato.

Il braccio di ferro. Negli ultimi anni, la trattativa con il Consorzio Etruria ha praticamente accompagnato il primo mandato di amministrazione Gabbanini, alla luce soprattutto delle opere pubbliche che il privato avrebbe dovuto consegnare diversi anni fa ma che non sono mai state realizzate, in particolare la nuova via Sasso tra San Miniato e La Scala, nonché l’ampliamento del parcheggio del Cencione poi realizzato nel 2012 in versione “minimal”. Opere per le quali il Comune ha ceduto al privato una serie di proprietà e di immobili, nonché la riscossione di circa 500 posti auto a pagamento, senza dimenticare le rate semestrali da 85mila euro (per vent’anni) a copertura del mutuo acceso da San Miniato Gestioni con il Credito cooperativo di Cambiano. Una questione dibattuta da tempo, che ha visto tutte le parti politiche concordi nella necessità di arrivare ad una strategia di uscita senza troppe conseguenze per l’ente.

La rottura. Adesso, però, sarebbe stato il privato a prendere l’iniziativa, pronto a portare la questione davanti al collegio arbitrale. Nella lettera, infatti, si fa riferimento ad alcune «controdeduzioni» fornite dal Comune in contrasto con una richiesta precedentemente avanzata, oltre a sottolineare alcune “mancanze” da parte dell’ente pubblico, come quella di non aver fornito il tracciato di via Sasso. All’origine di tutto, secondo quanto spiegato dall’assessore Bertini, ci sarebbe una richiesta da parte di San Miniato Gestioni per la rivalutazione delle opere mancanti, che sarebbe stata contestata dall’amministrazione.

I passaggi mancanti. La mancanza, tuttavia, di elementi certi per ricostruire i passaggi della complicata trattativa aveva scatenato in consiglio le proteste delle opposizioni, in particolare di Forza Italia e del gruppo Immagina San Miniato, che hanno fatto richiesta per visionare tutta la corrispondenza intercorsa tra le parti. «Perché non siamo nelle condizioni di farci un giudizio di quello che è successo», ha detto Michele Altini di Forza Italia. «Nella nota di San Miniato Gestioni si fa riferimento a documenti e carteggi che non conosciamo – ha aggiunto Laura Cavallini (Immagina San Miniato) – Ci sono passaggi che mancano. Se il privato, come pare, aveva avanzato delle richieste, queste dovevano essere portare in consiglio. Senza dimenticare che l’amministrazione aveva anche affidato l’incarico a due tecnici di valutare la situazione, ma pare che non ci sia neanche una relazione scritta. Quello che più dispiace, alla fine, è che tutta questa storia è già costata e continuerà a costare tanto ai cittadini di San Miniato».

Giacomo Pelfer

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