Sicurezza
Una follia che nasce nel tempo
Ci sono segnali forti nella coppia ma non sempre sono evidenziati
PONSACCO. Un atto di follia non si scatena per caso. Esistono nel tempo segnali forti sia nella persona che nella coppia, che non sono evidenziati né all’interno dove non si osserva l’altro, né all’esterno. In sostanza, nell’omicidio – suicidio bisogna valutare tutte le dinamiche dell’ “acting –out” ovvero “passaggio all’atto fuori”.
Qui il pensiero diventa purtroppo azione senza nessuna mediazione nel razionale della persona, né di valutazione etica, morale e culturale.
La maggior parte delle persone lo vive però solo come pensiero momentaneo, una piccola parte, invece, per fragilità psicologica temporanea o per struttura di personalità non riesce a mediare e qualsiasi pensiero si traduce in azione, in fatto concreto. Nell’ “acting-out” dell’omicidio–suicidio c’è dunque consapevolezza in una sorta di follia a due, là dove uno ritiene di non riuscire a vivere senza l’altro e viceversa. L’unica soluzione è uccidere e uccidersi: un doppio suicidio.
Un percorso dove esiste una valenza culturale e emulativa che spiega anche la frequenza dei fenomeni. È come se il fatto che attraverso i mass–media sia avvenuto e possa avvenire, diventi possibile e normale. Se da una parte la comunicazione allargata di massa rappresenta un elemento positivo di confronto, bisogna porre concreta attenzione sulle modalità con cui alcune persone decifrano in sé stesse la notizia. Quella che per molti sia diventata una sorta d’indifferenza sociale o di anestesia mentale, di fronte alle continue notizie di violenze familiari o in un gruppo, per altri si dimostra fonte di pericolosa emulazione.
Gian Ugo Berti
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