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Santa Chiara: Buselli nomina il Cda

Santa Chiara: Buselli nomina il Cda

Vengono riconfermati Bacci (ex presidente) e Dell’Aiuto. Il nuovo consigliere è Davide Arcieri

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VOLTERRA. Due riconferme e una new entry. Il sindaco Marco Buselli ha nominato il nuovo consiglio d’amministrazione del Santa Chiara.

Un provvedimento speciale firmato il 21 agosto scorso dal primo cittadino affida la gestione dell’azienda per i servizi alla persona a Renato Bacci (l’ex presidente) e alla consigliera Elena Dell’Aiuto (già nel vecchio Cda). L’altro membro, quello nuovo, sarà Davide Giampiero Arcieri.

Da questo triumvirato sarà eletto il nuovo presidente; con tutta probabilità si procederà alla nomina dello stesso Bacci.

Il Cda risultava decaduto con la fine del primo mandato Buselli e fino ad oggi l’azienda viaggiava in ordinaria amministrazione.

Rispetto all’anno scorso il consiglio di amministrazione è sceso da sette a tre consiglieri. Due di questi rappresentanti sono scelti dall’amministrazione della città etrusca (Arcieri e Dell’Aiuto) mentre il terzo (Bacci) è nominato «previo parere della conferenza dei sindaci dell’Alta Val di Cecina».

Va anche detto che la riconferma di due terzi dell’ex consiglio è stata deliberata «per garantire una continuità alla gestione dell’azienda».

Il sindaco Buselli ha anche nominato due revisori dei conti. Si tratta di Giorgio Ghionzoli (già revisore nel vecchio mandato) e di Marzia Carusa. A completare il collegio sarà l’ultimo revisore che dovrà essere scelto dal Cda.

«Il prossimo passo sarà la convocazione di una prima assemblea per l’elezione del presidente», dice Bacci.

In questi mesi il Santa Chiara è alle prese, dopo gravi problemi di origine economia, con l’obiettivo del raggiungimento del pareggio di bilancio. «Contiamo di riuscire ad assestarci entro la fine di quest’anno», dice l’ex presidente.

A fronte del taglio da parte dell’Asl di 13 posti letto in convenzione su una quota di 55, dal Santa Chiara è stato deciso di implementare i servizi puntando sui privati. Anche se le liste di attesa sulla quota del comparto pubblico si allungano di giorno in giorno.

«A queste iniziative - dice Bacci - è stato affiancato, per due anni, il global service di tutti gli appalti (mensa, lavanderia, manutenzioni) ad un’unica cooperativa (la Idealcoop, ndr) che ha permesso di risparmiare diversi soldi».

Un’ulteriore fonte di liquidità, a fronte di un buco in bilancio stimato per circa un milione di euro, sarà garantita dalla vendita del Chiarugi.

L’ex padiglione è stato alienato a maggio per 1 milione e 341mila euro.

«Ad oggi - conclude Bacci - abbiamo ricevuto il dieci per cento dall’acquirente. Entro novembre i compratori dovranno versare l’intera quota nelle casse dell’azienda».

Rino Bucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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