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Pontedera

«Ora Roffia è al riparo dai problemi degli allagamenti»

«Ora Roffia è al riparo dai problemi degli allagamenti»

Il Comune assicura che con i lavori al bacino la popolazione non corre più rischi per gli alluvioni, anche grazie alle paratie

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SAN MINIATO. Lo scorso inverno fu necessario evacuare alcune famiglie a causa dello straripamento delle acque nell’area del bacino di Roffia a causa delle forti piogge e di alcuni problemi di gestione delle acque stesse in quell’area. Con i lavori che dovranno essere ultimati nei prossimi mesi, ma che riguardano essenzialmente dettagli, il Comune di San Miniato ritiene di aver messo in sicurezza proprio il bacino di Roffia. Molto dipende dalle paratie installate per la regolazione del flusso delle acque. E presto ci sarà una riunione in cui stabilire i compiti di gestione di questi dispositivi.

I lavori sono stati realizzati grazie al contributo di un milione e 800mila euro da parte della Regione e hanno riguardato la sistemazione e la funzionalità della cassa di espansione. In pratica si è lavorato sul rio Armino che ha un nuovo alveo con due ingressi (cateratte). Le paratoie, che consistono in lastre d’acciaio di notevoli dimensioni, proprio a regolare l’afflusso d’acqua in caso di piena nel bacino di Roffia. Al momento sono in funzione in maniera manuale, tramite un generatore che rimarrà al suo posto (per eventuali cali di corrente). Il funzionamento del dispositivo, però, sarà elettrico, con l’installazione dei macchinari che avverrà a breve.

Con i lavori, il nuovo alveo del rio Armino ha un’apertura di 20 metri per una maggiore capienza delle acque. Il vecchio corso del fiume, invece, è stato riempito, risolvendo così uno dei problemi maggiori per la popolazione che abita in questa zona. Le case, infatti, sono particolamente vicine a quel punto e finivano per subire allagamenti molto frequenti. Ora non resta che rialzare gli argini del letto del fiume Arno di due o tre metri, in modo da amplificare la protezione delle eventuali piene. I lavori, in questo caso, sono già stati appaltati e cominceranno a luglio.

Sempre a Roffia, nella zona di Case nuove, il Comune investirà per effettuare una nuova pavimentazione delle strade e rispristinare una nuova illuminazione pubblica, così da definire le operazioni di riqualificazione urbana in quell’area.

Una volta completati i lavori, la partita del bacino di Roffia si sposterà tutta sul campo della gestione. Si tratterà di stabilire, nero su bianco, quale ente dovrà farsi carico della movimentazione delle enormi paratie, e soprattutto con quale protocollo: sapere quando e come aprire o chiudere le barriere per alleggerire le piene dell’Arno. A questo scopo l’assessore Manola Guazzini ha convocato un incontro per il pomeriggio del 18 settembre, alla presenza degli altri sindaci della zona e di tutti gli enti coinvolti. «Il Comune di San Miniato è stato il soggetto attuatore dei lavori – spiega il geometra Paolo Bianchi – ma la gestione dovrà ricadere su uno degli enti competenti per legge in materia idraulica, vale a dire la Provincia, il Consorzio di Bonifica o la Regione attraverso l’Autorità di Bacino. Il tavolo tecnico servirà a gettare la basi per individuare soggetti e percorsi, con l’obiettivo di arrivare entro fine anno ad un protocollo. Si dovrà decidere, in pratica, se mantenere aperte le paratie per poi chiuderle al raggiungimento di una certa quota, oppure, viceversa, aprirle solo quando la piena dell’Arno raggiunge un certo livello idrometrico». Per la nostra regione si tratterà di una prima volta: «Perché le altre casse in Toscana sono tutte a soglia fissa – aggiunge Bianchi – In questo caso, invece, servirà una procedura simile a quanto avviene per lo Scolmatore».

Andreas Quirici

Giacomo Pelfer

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