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Tasi, Imu e Tari: in 3 mesi svuoteranno il portafogli
Pontedera ha scaglionato le scadenze per ridurre i disagi dei suoi cittadini Chi non ha deliberato le aliquote rischia di far pagare la tassa in un’unica soluzione
PONTEDERA. La prima scadenza è a ottobre: il 16: i pontederesi dovranno pagare la prima rata della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili. Da quella data in avanti, fino a dicembre, ogni mese occorrerà versare alle casse del Comune un obolo: per la casa, per i rifiuti, per i servizi che ruotano intorno alla gestione della casa.
Lo scadenziario ravvicinato. La prima rata della Tasi dovremo pagarla a metà ottobre. Questo perché il Comune di Pontedera ha deliberato le aliquote entro il 31 maggio.
A dire la verità la giunta aveva già deciso, autonomamente, prima che il governo decidesse le date dei pagamenti, nei casi di mancanza di aliquote, di far slittare tutto nella seconda metà dell’anno, ignorando la data originaria per il pagamento (che era il 16 giugno).
Le aliquote decise dall’amministrazione guidata da Simone Millozzi, sono state articolate in modo da colpire in base alla rendita catastale dell’immobile, con un obiettivo che - secondo le simulazioni fatte dagli uffici di Palazzo Stefanelli - dovrebbero essere in linea con gli importi pagati, l’anno prima, di Imu.
Chi non ha ancora deliberato. Nel territorio della Valdera e del Valdarno, sono una decina i Comuni che ancora non hanno approvato le aliquote per la Tasi. Si va da Capannoli a Chianni, da Fauglia a Palaia, da Ponsacco a Terricciola (secondo i dati riportati dal sito del ministero delle Finanze). Non hanno ancora scelto le aliquote da applicare neppure i nuovi Comuni, nati dopo la fusione diventata legge a gennaio scorso: stessa situazione a Cascina Terme Lari e a Crespina Lorenzana. E a Pomarance.
I Comuni che, invece, sono riusciti a portare all’approvazione del consiglio comunale le aliquote della Tasi, sono tanti: i più grandi, ad esempio, sono arrivati in tempo, per poter permettere ai propri cittadini, di pagare - a ottobre - la prima parte della tassa sui servizi indivisibili: il primo, in ordine di tempo, è stato San Miniato che ha deliberato a metà aprile. Poi, sul filo di lana (secondo il ministero delle Finanze per richiedere il pagamento della rata del 16 giugno occorreva approvare le aliquote entro il 31 maggio) sono arrivati Bientina, Buti, Cascina, lajatico, Peccioli e Volterra.
Gli altri (Calcinaia, Pontedera, Santa Croce e Vicopisano) che hanno deciso l’entità del prelievo dopo il 31 maggio, riceveranno il pagamento della prima rata - dai loro concittadini - il 16 ottobre. Per poter permettere ai propri cittadini il pagamento entro questa data, c’è ancora tempo: si può deliberare entro il 18 settembre. In tutti gli altri casi, invece, la Tasi dovrà essere versata in un’unica rata, il 16 dicembre.
Non solo la Tasi. A pesare nelle tasche dei pontederesi, però, non ci sarà soltanto la tassa sui servizi indivisibili, ma anche i rifiuti e l’Imu.
Sulla Tari, la tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, il Comune di Pontedera ha già deciso le tariffe da applicare: per effetto del porta a porta che verrà ampliato su tutto il territorio del Comune, il costo del servizio lieviterà - in media - del dieci per cento.
Per questo, ma anche per evitare che le date di scadenza delle bollette, si accavallassero, la giunta prima e il consiglio comunale dopo, hanno approvato un calendario diverso delle scadenze. In pratica le famiglie hanno ricevuto una bolletta nel primo semestre (e l’importo si poteva dilazionare in due rate: aprile e maggio, evitando giugno).
E adesso, nelle prossime settimane, riceverà la seconda bolletta per il 2014: l’importo sarà diviso in due, si pagherà la prima rata a fine ottobre, l’altra a fine novembre.
E poi c’è l’Imu. Ma non finisce qui. Perché dicembre sarà il mese della doppia scadenza: il 16 si dovrà pagare - come abbiamo visto - la Tasi. Ma, nella stessa data, scade anche l’Imu, che dovrà essere versata. Ovviamente - anche grazie al regolamento di cui si è dotato il Comune - la Tasi verrà pagata da coloro che non pagheranno l’Imu. E viceversa. Con solo poche eccezioni.
La prima è legata agli esercizi pubblici all’interno delle quali ci sono le slot machines: pagheranno l’Imu e in aggiunta lo 0,2 per cento di Tasi). E pagheranno entrambe le imposte anche alcune tipologie di immobili, i cosiddetti fabbricati di lusso (quelli che corrispondono alle categorie A1-A8 e A9), ai quali verrà applicato lo 0,28 per cento di Tasi, oltre all’Imu, anche se si tratta di prima casa.
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