Il Tirreno

Pontedera

Il bosco conteso da trans e spacciatori

di Sabrina Chiellini
Il bosco conteso da trans e spacciatori

Brasiliano dà fuoco alla riserva per scacciare i “concorrenti”. Arrestato, ma dopo aver ferito carabinieri e guardie forestali

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Il “Suarez” (dal nome del giocatore uruguaiano che ai Mondiali di calcio morsicò il collo dell’azzurro Chiellini) della riserva naturale di Montefalcone, nel comune di Castelfranco di Sotto, è un trans di 38 anni, di origini brasiliane, residente nella zona di Altopascio, il quale, per sfuggire all'arresto dopo che era stato sorpreso ad appiccare il fuoco nel bosco, non ha esitato a prendere a calci, pugni e morsi i carabinieri e gli uomini del Corpo Forestale dello Stato.

Non è escluso che il trans volesse allontanare dal bosco gli spacciatori che ormai hanno preso possesso di alcune zone della riserva naturale, da cui si allontanano solo quando devono raggiungere la strada per avvicinare i clienti.

Un'attività questa che deve essere entrata in conflitto con quella dei viados che da anni ormai si avvicendano sulle strade del sesso a pagamento sia lungo la Valdinievole che vicino alla riserva naturale.

Così l'altra sera il trans, che il 19 agosto era già stato arrestato dai carabinieri della compagnia di San Miniato per resistenza a pubblico ufficiale e poi rimesso in libertà su disposizione della Procura, dopo un litigio con i "cittadini" di un bosco diventato meta fissa di chi cerca fumo e cocaina, ha incendiato un'area di circa 120 metri quadrati di sottobosco.

Il fuoco è stato però subito segnalato e spento prima che riuscisse a causare gravi danni e ad estendersi, grazie all'intervento del personale del Corpo Forestale dello Stato che lavora nel posto fisso della riserva e a quello dei carabinieri della compagnia di San Miniato. Ma quando il brasiliano ha capito di essere stato scoperto ha cominciato a dare in escandescenze. Si è dato prima alla fuga e poi, quando ha capito che sarebbe stato di nuovo arrestato, ha coperto di insulti i carabinieri e il personale della Forestale. Alla fine l'incontro finale, quello servito a bloccarlo, non è stato privo di conseguenze. Il trans ha infatti mandato tre persone all'ospedale. Una guardia forestale ha 15 giorni di prognosi. Due i carabinieri feriti dai calci e dai pugni, uno con 10 giorni di prognosi e l'altro con 15.

Successivamente, nonostante la reazione violenta, anche se non troppo inaspettata visti i precedenti, il 38enne è stato arrestato. È accusato di incendio doloso ma anche di violenza e resistenza a pubblico ufficiale e di lesioni personali.

Questa volta, però, dopo l'arresto non è tornato a casa. Per lui si sono aperte le porte del carcere Don Bosco di Pisa, a differenza di quanto avvenuto pochi giorni fa. In quell'occasione i carabinieri, impegnati nei controlli contro lo spaccio e la prostituzione, avevano fermato il trans per identificarlo ma avevano innescato, come l'altra sera, la sua violenta resistenza.

Ora il brasiliano, che di fatto è senza fissa dimora, resterà in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria. Vista tanta violenza e i precedenti, probabilmente non tornerà libero e a breve a prostituirsi lungo le strade che lambiscono la riserva naturale di Montefalcone.

Una zona questa al centro di ripetuti controlli da parte dei carabinieri e della Forestale, che qui hanno concluso diverse operazioni, anche con arresti, sempre per contrastare il mercato dello spaccio e strappare al degrado il "polmone" verde tra i territori comunali di Santa Croce sull'Arno e Castelfranco di Sotto.

È molto probabile che spacciatori e trans siano entrati in conflitto per il controllo del territorio. Il fuoco forse, nella mente di chi ha deciso di appiccarlo l’altra sera, doveva proprio servire a stanare, e quindi ad allontanare, i concorrenti e gli spacciatori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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