Il Tirreno

Pontedera

Da due anni aspetta l’anello in erba per i suoi allenamenti

di Cristiano Marcacci
Da due anni aspetta l’anello in erba per i suoi allenamenti

È la richiesta che il neo campione europeo Daniele Meucci fece al Comune di San Miniato per l’impianto del Fontevivo

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SAN MINIATO. Si stanno organizzando per fargli la festa. Non succede infatti tutti i giorni che un atleta che prepara e allena costantemente i propri muscoli nel territorio di San Miniato arrivi ad avere al collo la medaglia d’oro di campione europeo. Daniele Meucci ce l’ha fatta e sul quel magnifico podio a Zurigo è come se ci avesse fatto salire anche un pezzo di San Miniato. In molti, quindi, dovrebbero ringraziarlo.

Una festa in suo onore, coi suoi amici e collaboratori sanminiatesi, a partire dalla sua assistente-fisioterapista Denise Cavallini e dall’ex presidente della consulta comunale dello sport Ivano Leoni, anche lui a Zurigo per assistere da vicino al trionfo, è sicuramente doverosa. Ma il regalo più bello che farebbe estremamente piacere al maratoneta pisano è che qualcuno esaudisse la richiesta fatta al Comune di San Miniato ormai da due anni. Quella cioè di costruire intorno alla pista d’atletica leggera dell’impianto “Fontevivo” un anello in erba sintetica. Un’opera non particolarmente costosa che consentirebbe a Meucci di svolgere in modo più completo la propria preparazione in vista delle gare, correndo anche su un terreno più morbido rispetto all’asfalto o alla tradizionale pista d’atletica. «Sul nostro territorio – ci spiega Denise Cavallini, la fisioterapista di Meucci che abita a La Scala – non ci sono pinete ed è quindi impossibile andare a cercare con Daniele terreni più morbidi per ampliare i metodi di allenamento. Avevamo allora pensato ad un giro in erba sintetica attorno alla pista del Fontevivo. Il Comune inizialmente si mostrò disponibile rispetto alla proposta e contattammo anche l’impresa Limonta per un preventivo. Dal municipio ci dissero che esistevano i fondi per realizzare l’intervento, ma poi tutto si arenò e ad oggi non abbiamo saputo più nulla».

Se Meucci fosse stato un campione europeo di calcio l’atteggiamento del Comune sarebbe stato lo stesso? Non sappiamo dirlo con certezza, ma probabilmente no. L’atletica, purtroppo, paga costantemente lo scotto di essere considerata uno sport di secondo piano. Meucci lo sa bene anche per un altro aspetto. Durante il recente ritiro negli Stati Uniti si è allenato frequentemente in una piscina dotata di tapis roulant in acqua, indicatissima per i podisti che in questo modo fortificano ulteriormente la propria muscolatura tenendo lontani i rischi d’infortunio. Un’attrezzatura che costa circa 60mila euro e che nessuno in provincia di Pisa ha a disposizione. O meglio, qualcuno ce l’ha, ma non per gli atleti. Ce l’hanno a San Rossore e la utilizzano per i cavalli da corsa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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