Il Tirreno

Pontedera

Una bella pianta al posto delle odiate slot machine

Andreas Quirici
Una bella pianta al posto delle odiate slot machine

Massimo Ciullo, dell’Aurora di San Romano, si è consultato pure col sindaco Niente macchinette nel suo locale: «Un bar va avanti anche senza di loro»

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MONTOPOLI VALDARNO. Ci ha pensato molto, si è consultato con amici, clienti e anche personaggi delle istituzioni. E alla fine, Massimo Ciullo, titolare del Bar Aurora a San Romano, ha deciso: niente slot machines nel suo locale. «Tanto si può vivere benissimo anche senza quelle macchinette infernali», racconta lo stesso Ciullo.

Guardandolo dietro il bancone si nota bene la sua aria serena e tranquilla. «Sì, è vero, sono soddisfatto della scelta – racconta – E non mi pento. Apre presto la mattina e prima di cena abbasso la saracinesca andandomene a casa senza pensieri. O almeno senza quei pensieri a cui ti obbliga il gioco d’azzardo. Non voglio essere il portatore di rovine di famiglie o dover stare attento a chi frequenta il mio bar». Ciullo ha rilevato il bar Aurora da pochi mesi. Appena si è sparsa la voce che l’attività sarebbe stata riaperta “gli avvoltoi” delle slot si sono fatti subito avanti per proporgli “l’affare”. «Mentre stavamo preparando i locali per l’apertura abbiamo ricevuto la visita di distributori delle macchinette – ricorda – E le prospettive di guadagno, devo ammettere, non erano poi così male. Ho tentennato, lo confesso. Ma ho sempre avuto il dubbio che fosse una scelta sbagliata. Chi gestiva il bar prima di me, evidentemente, le aveva. Perché c’erano i ganci e la predisposizione».

Ma i dubbi del barista lo hanno portato a un giro di chiacchierate per avere un consiglio e poter fare la scelta giusta. «Ho parlato con amici e clienti. Ma anche con quello che sarebbe diventato sindaco di Montopoli Valdarno, Giovanni Capecchi – sottolinea – E poi mi sono tolto il dubbio. Al posto delle slot machines ho preferito mettere una pianta e creare un ambiente più familiare e invitante per trascorrere un po’ di tempo in santa pace».

Il bar Aurora si trova tra il centro abitato di San Romano e la zona industriale. È un locale di passaggio che non ha bisogno di particolari attrattive per essere frequentato dai clienti. «Avendo aperto da poco sto studiando alcune soluzioni per aumentare la clientela – dice ancora Ciullo – Credo che un classico apericena o qualcosa di sfizioso per pranzo possano bastare per garantirmi un buon numero di frequentazioni. Che già adesso non sono basse. Anzi. Da me vengono gruppetti di donne a fare colazione e a chiacchierare un po’ tra di loro. Poi ci sono i dipendenti delle aziende della zona industriale oppure le persone che passano semplicemente davanti e si fermano per un semplice caffè. Ma una cosa è certa, nel mio bar non entra nessuno per giocare. Neppure per comprare i Gratta e vinci. Penso che un’attività come la mia possa andare avanti anche senza questo genere di giochi d’azzardo che ogni tanto ti regalano qualcosa. Ma solo dopo averti spillato un sacco di soldi».

«Tanto poi tutti lo sanno – riprende – Queste macchinette ti portano solo problemi. Tra furti notturni, danneggiamenti o guai con i malati del gioco che buttano soldi fino a sera per poi ripresentarsi quando apri la mattina, in modo che nessuno prenda il loro posto davanti alle slot. Non ne voglio sapere assolutamente. Sto davvero bene così».

 

 

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