Il Tirreno

Pontedera

E i vignaioli sperano in un settembre con tanto bel sole

Le recenti piogge continue tengono in apprensione Così è crisi nelle cantine e nel popolo dei vendemmiatori

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Si prevede un’annata difficile per l’uva nostrana. Il maltempo, che ha già fortemente condizionato il lavoro degli agricoltori negli ultimi mesi, non sembra avere la minima intenzione di arrestarsi. Tuttavia, non tutto è perduto, e i vignaioli sperano nelle migliori condizioni climatiche possibili per i restanti giorni che li separano dall’inizio della vendemmia.

A San Miniato, da sempre terra che offre vini di qualità, emerge comunque un leggero ottimismo: «Annata difficile, è vero. Quasi assurda a livello meteo. È importantissimo che non piova da qui fino a settembre. Parlando di microarea, possiamo dire che a San Miniato i pluviometri hanno registrato un 30% in meno di quantità di pioggia caduta rispetto ad altre zone. Comunque, grazie all’ottimo clima della primavera, la vegetazione della vigna risulta essere perfetta. La pioggia ha aumentato il volume dei grappoli. Punteremo probabilmente su vini di freschezza e grandi profumi, privilegiando l’immediatezza alla potenza. Ci sono tante richieste di vendemmiatori e noi punteremo sulla forza lavoro degli studenti mirati alla formazione di metodi più moderni di sviluppo agricolo» afferma Leonardo Beconcini, titolare dell’azienda agricola Pietro Beconcini e presidente dell’Associazione vignaioli di San Miniato.

La vendemmia infatti, è da sempre fonte di lavoro sia per giovani studenti che per disoccupati e c’è il rischio che le recenti piogge abbiano riscontri negativi anche in questo ambito. «L’uva ha bisogno di sole e il maltempo ha influito negativamente. Si prospetta una vendemmia molto difficile. Abbiamo comunque buoni quantitativi. Le richieste per il ruolo di vendemmiatore, nonostante siano state tardive, non mancano» dice Sandro Angiolini, direttore della fattoria di San Quintino. Più o meno stesse sensazioni per Maurizio Pertici della Fattoria Scaletta: «Il risultato della vendemmia si potrà definire solamente a fine raccolta. Le piogge continue degli ultimi tempi non hanno certo aiutato. Per ciò che ci riguarda posso affermare che l’uva è sana anche se sarà decisivo il mese di settembre».

In Valdera si respira all’incirca la stessa aria a metà tra la speranza e la delusioni di chi, contro la natura può ben poco. Una differenza sostanziale e decisiva è anche nel livello altimetrico dove sono situate le vigne, come sottolinea il responsabile tecnico della società agricola “Usiglian del vescovo” Francesco Lomi: «Chi è in collina, sta sicuramente meglio grazie ai terreni drenanti. Prevedo un annata buona ma non eccezionale. Usando un sistema di vendemmia manuale, abbiamo sempre il nostro circuito di vendemmiatori, che a differenza di qualche hanno fa sono italiani».

Speranzoso è Alberto Bocelli, fratello di Andrea e titolare di un’azienda agricola a Lajatico: «C’è un vecchio detto popolare che dice “tanti funghi, poco vino” e visto che la stagione dei funghi è ottima c’è da stare in allerta. A parte gli scherzi – prosegue Bocelli – è presto per fare previsioni ben definite. Resta il fatto che il maltempo ha creato preoccupazioni. Speriamo in due settimane di sole; dato che l’uva, essendo un po’ indietro con la maturazione ne ha veramente bisogno».

Guido Saccuti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze