Sicurezza
La prima volta fu trovata all’aeroporto di Pisa
PONTEDERA. Era il marzo 2006 quando, per la prima volta, la provincia di Pisa fu costretta a toccare con mano l’esistenza di una nuova e pericolosissima droga, il “Ghb”, nota come “droga dello stupro”...
PONTEDERA. Era il marzo 2006 quando, per la prima volta, la provincia di Pisa fu costretta a toccare con mano l’esistenza di una nuova e pericolosissima droga, il “Ghb”, nota come “droga dello stupro”.
Nell’ambito di una complessa operazione della Guardia di Finanza all’aeroporto di Pisa, che portò anche all’arresto di un corriere nigeriano con ben 81 ovuli di cocaina in corpo, in quei giorni fu fermato un giovane italiano trovato appunto in possesso del “Ghb”. Allora, questo nome non era usato. Si parlava di “rape-drug” (droga da stupro) o di acido idrossibutirrico.
I finanzieri, comunque, ne parlarono in termini allarmistici: «Si tratta – fu detto – di una sostanza inodore rapida ed efficace; si scioglie con facilità in una qualsiasi bibita, un drink, un caffè, ma inibisce in pochi minuti la volontà, azzera la coscienza, trasforma in una sorta di marionetta. Con questa droga negli Stati Uniti sono aumentati i casi di violenza su donne praticamente anestetizzate».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google