Il Tirreno

Pontedera

l’ordigno bellico

Gli artificieri fanno brillare la bomba trovata a Lebbino

POMARANCE. A poca distanza dal greto del fiume brilla una bomba della seconda guerra mondiale. Una colonna di fumo e terra si alza per circa cinque metri dalla riva sinistra del Cecina verso il...

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POMARANCE. A poca distanza dal greto del fiume brilla una bomba della seconda guerra mondiale.

Una colonna di fumo e terra si alza per circa cinque metri dalla riva sinistra del Cecina verso il cielo. Siamo nel bel mezzo di quella boscosa pianura che l’acqua scava da tempo tra i territori di Pomarance e Volterra.

A circa dieci minuti dalla località di Lebbino, ai piedi della strada del Palagetto, nel comune di Pomarance, là dove la scorsa settimana un abitante del luogo aveva ritrovato un ordigno inesploso risalente alla seconda guerra mondiale.

Là dove fino all’aprile del 1944 era situata una polveriera della Regia Marina Militare, bombardata appunto nella primavera di settanta anni fa da un squadriglia di caccia angloamericani.

Sono circa le 11 della mattina di martedì 19 agosto 2014. La zona è isolato, ma onde evitare eventuali problemi durante le operazioni di smantellamento della bomba i carabinieri della stazione di Pomarance presidiano il posto dando manforte logistica agli uomini del Genio Pontieri che sono giunti da Piacenza allo scopo di rendere innocuo l’ordigno. A ulteriore supporto degli esperti dell’esercito è sul posto anche un’ambulanza con medico a bordo. La colonna di fumo si leva alta oltre la boscaglia. Da una manciata di secondi è stato fatto brillare un proiettile risalente al secondo conflitto mondiale.

Il rumore tuttavia è stato attutito dagli accorgimenti degli artificieri. L’ordigno, quasi sicuramente di fabbricazione americana o inglese, misura circa cinquanta centimetri di lunghezza ed ha ancora la spoletta inserita. In una radura adiacente al greto del fiume, poco più in là dal punto in cui la bomba era stata avvistata dal passante che l’ha poi segnalata alle forze dell’ordine, gli uomini del Genio scavano una buca, dunque vi trasportano con delicatezza l’ordigno, successivamente procedono a farlo detonare. Pochi minuti in definitiva, e boom. Il proiettile, presumibilmente uno dei tanti scaraventati in quel tratto della pianura del fiume Cecina durante il cruento bombardamento angloamricano dell'aprile 1944, assolve così i propri doveri.

Gianni Bianchi

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