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S. Miniato, tariffe ai nidi per i non residenti

S. Miniato, tariffe ai nidi per i non residenti

Integrati i costi per chi vive fuori dal comune, ma vuol mandare i figli ai centri d’infanzia della Rocca

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SAN MINIATO. Visto l’alto livello raggiunto dalle strutture per l’infanzia sanminiatesi e l’alto numero di richieste provenienti da famiglie che non abitano nel comune, l’amministrazione comunale di San Miniato ha deciso d’integrare le tariffe per i servizi d’infanzia inserendo anche quelle relative ai figli dei non residenti nello stesso territorio sanminiatese. Il tutto, però, per il momento è limitato al prossimo anno scolastico che comincia a settembre.

Nella delibera di giunta numero 88, infatti, si legge che il Comune ha «ritenuto opportuno, limitatamente all’anno educativo 2014/2015, accogliere domande di accesso per i servizi educativi per l’infanzia da parte di cittadini non residenti a San Miniato, nel caso di non completa saturazione dei posti e nei limiti della disponibilità consentita, a parità di costi di gestione e sulla base di un’unica graduatoria riferita ai non residenti determinata dal punteggio assegnato». Insomma, una ovvia e comprensibile disparità di prezzo in sfavore di chi non abita nel Comune di San MIniato.

Quindi porte aperte anche a chi non abita nel territorio comunale per i nidi d’infanzia Pinocchio, Il Grillo, Il gatto e la volpe, Gambero rosso, Lucignolo, Fata Turchina, Mastro ciliegia e La Chiocciola. In queste strutture per “i non sanminiatesi” la tariffa prevista sarà «equivalente alla tariffa massima dei residenti maggiorata del 15%, senza applicazione di riduzione Isee». In più, è stato stabilito che la tariffa per la fornitura di pasti ai servizi educativi, scolastici ed extrascolastici del Comune di San Miniato, nell’ambito di rapporti convenzionali, sarà pari ad 5.15 euro.

Entrando nello specifico delle tariffe inserite dalla giunta del sindaco Vittorio Gabbanini nella delibera in questione, se un residente a San Miniato paga 292 euro al mese per tenere il proprio figlio al nido fino a 7 ore, un non residente, per lo stesso servizio paga 336 euro. Fino a 9 ore il figlio del sanminiatese, invece, “costa” 350 euro, mentre quello di una famiglia che non risiede nel comune, equivale al costo di 402 euro. Fino a 11 ore, invece, costa 463 euro al mese per chi abita a San Miniato e 532 euro per chi vive in un altro comune della zona.

In più, nella stessa delibera si legge che per quanto riguarda la referzione scolastica, i pasti per “soggetti terzi” che frequentano i servizi educativi, scolastici ed extrascolastici costano 5,15 euro al giorno, a differenza dei 2 euro che i residenti pagano quotidianamente per cinque pasti settimanali e i 2,40 euro per un pasto settimanale. Insomma, maggiore qualità educativa, ma anche maggiori spese per la famiglie di altri Comuni.

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