Il Tirreno

Pontedera

In Togo finalmente pronta la Casa di Giacomo e Vanda

In Togo finalmente pronta la Casa di Giacomo e Vanda

I ragazzi di Shalom di ritorno dall’Africa dove hanno visto da vicino la struttura A ottobre l’inaugurazione del centro di ospitalità e formazione sociale dei giovani

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SAN MINIATO. Sarà inaugurata a ottobre, ma intanto sono finiti i lavori della Casa di Giacomo e Vanda, la struttura che il movimento Shalom sta contribuendo a costruire in Togo. Come hanno potuto vedere con i loro occhi i ragazzi partiti da San Miniato, inzieme a don Andrea Cristiani e don Donato Agostinelli.

Marta Bandini, Edoardo Rossi, Martina Desideri, Bianca Ricci, Ester Arzilli, Viola Buti, Francesca Brotini, ErikaBagnoli sono rientrati dalla splendida esperienza in Africa, insieme a Nuria Biuzzi e Cristian Gonnelli e al dottor Andrea Sansevero con la moglie Maria Grazia Lazzeri e al dottor Giovanni Ostuni. Questi ultimi hanno come obiettivo quello di verificare la possibilità di realizzare una struttura sanitaria. La Casa di Giacomo e Vanda è stata realizzata grazie anche all’importante contributo di Unicoop Tirreno, oltre alle varie raccolte fondi in particolare i musical dei giovani Shalom sanminiatesi, ha visto la realizzazione di un panificio pizzeria, una foresteria per i volontari e una scuola di formazione alberghiera . «Questo centro che abbiamo chiamato la casa di Vanda e Giacomo per ricordare i due Shalom che hanno preso dimora in cielo, - ha dichiarato don Andrea Cristiani - sarà anche un vero e proprio centro di ospitalità, di formazione sociale e di educazione al cooperativismo sorto in una zona con grandi possibilità turistiche, a poche centinaia di metri da un mare davvero bello».

È stato avviato anche un progetto in sostegno dei bambini della spiaggia, ragazzi di strada che dormano sulla spiaggia vicino al centro Shalom poiché sono abbandonati e senza famiglia. Insomma, c’è bisogno ancora di una mano, chi volesse contribuire può farlo tramite ccpostale n 11858560 intesto a Movimento Shalom onlus, causale: progetto Togo.

«Del viaggio in Togo mi ha colpito molto il battesimo della prima bambina Shalom al quale abbiamo assistito – racconta Marta Bandini, sorella di Giacomo e una dei giovani partecipanti al viaggio – Lla cerimonia è stata piena di canti, musica, balli, proprio come una gioiosa festa, che si è prolungata, poi, durante tutto il pomeriggio, ballando a ritmo dei loro djembe, insieme ai bambini che accorrevano felici, per giocare. In un attimo, è sembrato che quelle barriere, che la lontananza crea, fossero sparite, mentre ci insegnavano i loro passi tipici e in cerchio danzavamo come una grande famiglia. Ci ha sorpreso vedere come sono riusciti a creare legami così forti, rivolgendosi a noi come amici di una vita. Ci hanno dimostrato affetto e voglia di conoscerci, di fare amicizia, di rimanere in contatto».

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