Attenzione
Dal palio alla festa dei commercianti
Dagli anni ’90 la cittadina ha saputo cambiare pelle e offrire nuovi servizi
BIENTINA. La festa dei commercianti e il palio. Sono due delle attrazioni che durante l’anno attirano visitatori a Bientina e incentivano il commercio.
Si tratta di iniziative recenti. «Il Centro commerciale naturale - spiega Alessandro Cai, presidente dei commercianti - è nato nel 2007. Dai primi tentativi per realizzare qualcosa di buono siamo arrivati ad una festa che coinvolge migliaia di persone. Al momento sono circa 140 le attività che fanno parte del nostro gruppo e si spendono tutto l’anno per proporre qualcosa di nuovo. Anche grazie a loro siamo diventati un’oasi felice».
L’ultima serata, quella dedicata alla festa gitana è riuscita ad attirare migliaia di visitatori in una nottata.
L’aggregazione, ecco un altro punto cardine. Se un tempo i giovani si ritrovavano nei circoli Arci, Acli o alla Misericordia oggi ci sono le contrade.
«Ormai quasi tutte le contrade hanno una sede - spiega Emanuele Brogi, segretario del palio - che diventa anche un luogo di socializzazione e di aiuto. Il palio è stato istituito nel ’93 e, al di là, della gara è diventata un forte stimolo per il senso di appartenenza».
La corsa dei cavalli gira intorno alla piazza principale del paese, quella della fontana con la curva del tabaccaio ormai vero e proprio banco di prova per i fantini.
Lì accanto si apre un altro slargo proprio davanti a via Borgo del Pozzo. Tutti gli stalli, i posti auto sono bianchi.
«Anche questa è una sfida dell’amministrazione - dice Dario Carmassi, consigliere del Partito democratico - finché sarà in carica questa giunta i posti auto non verranno messi a pagamento. Non vogliamo che le mamme con i bambini o le famiglie facciano il giro del paese per fermare l’auto».
In molti però scelgono al bici perché è più facile e veloce. «A Bientina si vive bene, ci si sposta in bicicletta e se c’è bisogno di aiuto dall’amministrazione o da chi abbiamo vicino ci viene dato», dice Franca Macelloni storica volontaria della Misericordia.
Qui, però, si apre il problema dell’associazionismo. Se da un lato le contrade crescono dall’altro i gruppi storici si ritrovano alle prese con il ricambio generazionale.
Ed altri eventi, come il Carnevale stanno tirando un po’ il fiato rispetto ai fasti di qualche tempo fa.
«Sono cresciuta a pane e Misericordia - continua Macelloni, storica volontaria - oggi siamo a quota 1.400 iscritti (in pratica un cittadino ogni sei, ndr) ed auspichiamo di riuscire ad incrementare questo numero visto che le richieste sono sempre più pressanti». Nell’albo comunale sono iscritti ben quarantotto gruppi.
C’è anche chi a Bientina viene a lavorare dai paesi vicini. «Abito a Pontdera - dice Moira Braccini del panificio in centro - e credo con tutto il cuore che qui si viva meglio. Forse è questo il segreto che l’ha portata così in alto tra i Comuni italiani. Tutte le persone si conoscono e si vogliono bene. C’è un continuo interessarsi ai problemi degli altri e la voglia di aiutare».
Che poi è il sale di ogni piccola comunità.
«In più vanno considerate le numerose attività che puntellano l’anno - sostiene Stefania Giusti che gestisce l’edicola in largo Roma - il paese è molto attivo e la coesione sociale è parecchio evoluta, quasi al livello dei paesi nordici. Sono arrivata a Bientina nell’85 e in tutti questi anni l’ho vista cambiare radicalmente. Prima la cittadina aveva molto meno da offrire rispetto ai paesi limitrofi oggi, penso che sia una spanna un po’ più avanti di tante altre realtà del nostro comprensorio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
