Il Tirreno

Pontedera

Sfratta inquilini cambiando la serratura di casa

di Sabrina Chiellini
Sfratta inquilini cambiando la serratura di casa

Ora sono costretti a dormire per la strada o da amici Senegalese, che ospitava sei persone, si rivolge al tribunale

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CASCINA. La proprietaria di casa li ha sfrattati con un metodo “fai da te” e in pochi minuti ha ripreso possesso di un immobile di sua proprietà. Una mattina, il 12 agosto, la donna, approfittando della momentanea assenza degli inquilini usciti per andare al lavoro, la donna si è presentata nell’appartamento che da quattro anni ha affittato a un senegalese residente a Vicopisano. Quest’ultimo utilizza l’alloggio per sè e per ospitare alcuni connazionali. L’uomo sisulta in regola con il pagamento dell’affitto e non ha avuto particolari problemi con la proprietaria dell’appartamento, come spiega l’avvocato Alessio Righini, di Cascina, al quale si è rivolto l’inquilino. Nessuno dunque al momento sa darsi una spiegazione dello “sfratto” avvenuto in maniera insolita e che è destinato a innescare una lunga controversia legale.

La proprietaria, infatti, ha sostituto la serratura di casa, chiudendo nell’appartamento i beni e gli oggetti personali degli affittuari. Inutili sono state le proteste dei migranti che all’improvviso sono rimasti senza casa e sono stati privati dei propri effetti personali: denaro, documenti e vestiario. Così gli immigrati sono stati costretti per due volte a chiedere l’intervento della polizia che ha inviato sul posto una volante senza però riuscire a cambiare la situazione. La prima volta la proprietaria avrebbe spiegato di avere cambiato la serratura per prendere possesso dell’immobile. La seconda volta invece la donna si sarebbe rifiutata di uscire e di consegnare le nuove chiavi all’affittuario che è stato costretto a rivolgersi al tribunale di Pisa per vedersi riconoscere un diritto.

Samb Imnou Charif ha quindi presentato un ricorso al tribunale di Pisa - anche se siamo nella settimana di Ferragosto e i servizi viaggiano a rilento - per la “reintegrazione del possesso”. Sarà un giudice dunque, con tanto di spese per il cittadino che si ritrova senza casa, a decidere. Nel frattempo i sei senegalesi che vivevano a Pisa hanno dormito alcune notti in macchina e poi hanno trovato ospitalità a casa di amici nel Cascinese. Le difficoltà si sono moltiplicate: per presentare ricorso d’urgenza al tribunale l’avvocato aveva bisogno di una copia del verbale della Questura da allegare alla documentazione.

«La mattina del 14 agosto – spiega il cittadino sfrattato – abbiamo chiesto una copia del verbale degli interventi della Questura. Ma ci è stata inviata solo un’attestazione di intervento. Insomma, non sono state spiegate le circostanze per cui si è reso necessario chiamare la polizia, in via il Sanguigno. Questo, ovviamente, allungherà i tempi di attesa e probabilmente non permetterà al giudice di valutare la situazione alla prima udienza». È molto probabile che i tempi in cui gli inquilini potranno tornare nella casa che avevano affittato non saranno brevi. «Oltre al danno anche la beffa – dice l’avvocato Righini – non solo la proprietaria, che non ha mai dato disdetta del contratto di affitto, ha agito in maniera del tutto arbitraria, ma ora ci scontriamo anche con la burocrazia e l’impossibilità di avere dalla Questura un atto che avrebbe permesso al giudice di capire la situazione e dare una risposta a questi cittadini che sono rimasti senza una casa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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