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Pontedera

Conciatori fuori dalla gestione della Stazione pelli

Conciatori fuori dalla gestione della Stazione pelli

L’Unic urla al colpo di mano. Indirizzi e obiettivi decisi solo dalle Camere di Commercio di Pisa, Napoli e Vicenza

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Per gli imprenditori conciari quello di questi giorni rappresenta il sacro e intoccabile periodo delle ferie. Ma è molto probabile che i loro cellulari squillino anche sotto l’ombrellone o su qualche yacht. Secondo loro e secondo alcuni loro rappresentanti in seno all’Unic (l’Unione nazionale industria conciaria), è infatti in fase di preparazione un autentico colpo di mano ai vertici della stazione sperimentale pelli di Napoli. In un primo tempo, le competenze sulla stazione sono passate alla sola Camera di Commercio di Napoli, mentre ora starebbero passando alle tre Camere di Commercio territorialmente interessate, vale a dire Napoli, Vicenza e Pisa. Il tutto senza alcun coinvolgimento dei conciatori e dell’Unic.

«Con fretta imprevista – spiega il referente Unic per la Toscana Francesco Pepe – il funzionariato delle tre Camere di Commercio ha impostato il nuovo statuto della stazione, avviandone l'approvazione. Nessun testo o commento ufficiale ci è stato inoltrato. Si preparano a costituire una società a 3 "proprietarie", con attività aperte ad un'area più ampia della concia (pur unica contribuente) e poteri spesso esercitabili senza l'approvazione del Cda. Il patrimonio economico esistente (immobili, titoli, ecc.), pari a 8-9 milioni, viene diviso tra loro e praticamente sottratto all'uso per le attività e per gli investimenti di nostro interesse, pur essendosi accumulato con i versamenti pluriennali delle concerie. I 3 soci possono revocare gli amministratori se un solo bilancio sia in perdita, nominare il direttore generale, regolamentare i criteri di rappresentatività dei consiglieri, deliberare i regolamenti di gestione della società, modificare l'oggetto sociale senza coinvolgere il Cda (i contribuenti). Il decreto ministeriale stabilisce che i consiglieri devono essere designati dalle associazioni imprenditoriali "maggiormente rappresentative" del settore contribuente, quale principio generale e definitivo; ma è stato omesso. Gli indirizzi e gli obiettivi vengono ovviamente decisi dai tre soci e i conciatori del Cda vi si devono adeguare; cioè continueremo a pagare per applicare decisioni ed opinioni altrui».

Per questi motivi l’Unic ha dovuto invitare ufficialmente le tre Camere di Commercio, coinvolgendo l'organo di vigilanza ministeriale, a consultare la stessa Unic prima di decidere un qualsiasi assetto che prescinda dalla volontà dei contribuenti, i conciatori Unic. Già lo scorso gennaio c’era già stata la richiesta di essere coinvolti, a nome di chi paga, negli schemi organizzativi del nuovo ente.

Cristiano Marcacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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