Il Tirreno

Pontedera

La doppia faccia del commercio non fa bene a S. Miniato

di Giacomo Pelfer
La doppia faccia del commercio non fa bene a S. Miniato

Solo la ristorazione brilla per la continuità del servizio anche in agosto. L’assessore: «Siamo carenti nell’accoglienza»

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SAN MINIATO. È una San Miniato a doppia velocità quella che si presenta ai visitatori durante il mese di agosto.

Da una parte le attività più votate al turismo, legate in gran parte alla ristorazione, fra nuove aperture e locali rinnovati, che resteranno aperti ininterrottamente per tutto il mese.

Dall’altro lato il commercio più tradizionale, che si divide tra una, due settimane di ferie al massimo secondo la logica della turnazione. Un commercio, insomma, che ancora stenta a considerarsi un punto di arrivo piuttosto che di partenza.

È la fotografia scattata dal promemoria delle aperture estive pubblicato sul sito internet del Comune. Una foto dalle tinte contrapposte, ma nel complesso più positiva rispetto a quale anno fa, dove per intere settimane si assisteva alla chiusura contemporanea di bar, alimentari e altre attività di prima necessità.

L’appello dell’assessore. Tuttavia, a detta dell’assessore all’attività produttive Giacomo Gozzini, occorrerebbe fare molto di più: «Complessivamente – spiega – in fatto di accoglienza siamo ancora carenti. Non voglio puntare il dito contro nessuno, anzi, come amministrazione siamo i primi ad assumerci le nostre responsabilità su questo tema, che coinvolge tanti aspetti della città, non soltanto il commercio. L’auspicio, però, è che i negozianti ci seguano su questa strada: ci sono ad esempio attività che nel mese di agosto hanno esteso l’orario di apertura e che potrebbero essere prese da esempio».

Il vero problema, secondo l’assessore, nasce dalla liberalizzazione del commercio, «che di fatto – dice – ha svuotato gli enti locali della loro autorità, anche in fatto di turni».

Aperture e chiusure. E il risultato talvolta può essere una brutta sorpresa, come accaduto nell’ultima settimana, durante la quale la parte ovest di San Miniato si è risvegliata con un solo bar aperto al mattino, il Cantini, a cui da adesso torna ad affiancarsi anche l’Antico Bar e da domani la pasticceria “Da Maurizio”.

Sempre aperti, invece, quasi tutti i ristoranti, insieme alla birreria, alla gelateria e alla rinnovata Cantinetta del Fondo. Insomma, i posti dove mangiare per visitatori e turisti certo non mancano. Tra i negozi di generi alimentari, invece, resteranno aperti tutti il mese la macelleria Falaschi e il Nuovo Emporio (solo al mattino), mentre gli altri hanno optato per la doppia settimana di ferie.

Solo tre giorni di chiusura per il panificio Bianchi, mentre per edicole e tabacchi apertura continua (escluso domani) per quella di piazza del Popolo, mentre le altre si fermeranno per una o due settimane.

Giudizio positivo. Per il presidente di San Miniato Turismo Cesare Andrisano, quindi, a differenza di quanto dichiarato dall’assessore, la situazione è tutt’altro che negativa: «Non vedo sinceramente questa città fantasma che qualcuno descrive – spiega –. Anzi, le attività di ristorazione sono tutte aperte, e tutte quante sono piene di gente e di turisti ai tavolini. Poi è chiaro che qualche attività rimane chiusa e magari bisogna fare più strada per trovarne un’altra, ma questo è normale in un centro storico di piccole dimensioni che ha un numero limitato di esercizi. Dobbiamo guardare la nostra realtà, che è quella di un centro della campagna toscana dove i turisti vengono per trascorrere qualche ora, e finalmente trovano attività aperte dove fermarsi a pranzo o acquistare qualcosa. Ma non possiamo pensare che vengano da noi a fare shopping».

Per la presidente del Ccn Patrizia Manetti, invece, quanto accaduto con i bar rappresenta «un incidente di percorso da non ripetere, ma la situazione è migliorata rispetto agli anni scorsi». «Nemmeno nelle località di mare – dice - è pensabile avere tutto sotto casa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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