Sicurezza
Il vincolo imposto fu giudicato irragionevole
SAN MINIATO. Alla fine la linea tenuta dal Comune di Palaia ha pagato. Nonostante la lunga attesa, nonostante la diffidenza del Comitato per un iter considerato macchinoso e soprattutto ambiguo. Il...
SAN MINIATO. Alla fine la linea tenuta dal Comune di Palaia ha pagato. Nonostante la lunga attesa, nonostante la diffidenza del Comitato per un iter considerato macchinoso e soprattutto ambiguo. Il dietrofront per mettere una pezza agli errori del piano estrattivo della Provincia aveva bisogno di elementi certi e ben definiti e questi sono arrivati.
Diversa è stata invece la linea tenuta dal Comune di San Miniato, sul cui territorio ricadeva uno dei quattro siti estrattivi previsti, quello di Bucciano, collocato a 550 metri dall'abitato. Subito contraria la posizione dell'amministrazione, con tanto di firma del sindaco Gabbanini e dell'assessore Gozzini in calce alla petizione promossa dal Comitato No Cave. Una scelta che non era piaciuta al partito, con tanto di polemica annessa da parte del segretario Pd Massimo Baldacci, convinto invece della validità della strategia palaiese. Del resto, l'eccesso di zelo nel dire no alle cave aveva finito per complicare la situazione: accogliendo le osservazioni di San Miniato, infatti, una delibera della Provincia aveva inizialmente cancellato il sito di Bucciano in base alla vocazione tartufigena del territorio sanminiatese. Un vincolo generale considerato troppo estensivo e di fatto “irragionevole” dai giudici del Tar, che nel luglio di un anno fa avevano annullato la delibera accogliendo il ricorso della proprietà dei terreni.(g.p.)
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