La manifestazione
«Il silenzio dei lavoratori è preoccupante»
SALINE. È passata una settimana da quando di Dzevdet Ferati, 42 anni, è morto folgorato mentre stava lavorando alla Locatelli a Saline. La vittima, di origine macedone, era un dipendente di un'aziend...
SALINE. È passata una settimana da quando di Dzevdet Ferati, 42 anni, è morto folgorato mentre stava lavorando alla Locatelli a Saline.
La vittima, di origine macedone, era un dipendente di un'azienda esterna. La tragedia che ha pietrificato gli animi dei lavoratori dell’Alta Valdicecina. Forse fin troppo.
Un dramma che forse sarà dimenticato velocemente, purtroppo. Almeno fino a quando non ne accadrà un altro.
In questo clima decidono di prendere la parola i rappresentanti dei lavoratori dello stabilimento Smith International di Saline.
I capannoni della Smith si trovano a circa trecento metri da quelli delle ex Salina di Stato, luogo del dramma. O meglio, dell’ennesima morte bianca. Perché questo è il colore che si conferisce alla morte quando enon è naturale, ma allo stesso tempo non si riesce, o non si vuole, individuarne una causa e una eventuale responsabilità oltre la vittima.
«Una morte anacronistica in questo contesto storico, e pesante per tutto il nostro territorio - mette in evidenza l’Rsu della Smith International di Saline di Volterra – le leggi sulla sicurezza ci sono, dunque diventa ancora più irritante il fatto che nell’agosto del 2014, in Valdicecina, ci si alzi la mattina per andare al lavoro e lì si perda la vita».
E ancora. «Ci pare che sia preoccupante il silenzio dei lavoratori della ex Salina di Stato e ancor di più quello dei loro rappresentanti sindacali – si afferma dall’Rsu della Smith – un silenzio assordante, a causa del quale ci è parso giusto dichiarare apertamente la nostra opinione, come lavoratori e come cittadini di questo territorio». Per la famiglia Ferati la Misericordia di Saline ha raccolto 3mila euro. (g.b.)
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