Il Tirreno

Pontedera

Quella sartoria che lavora per solidarietà

di Dalila Pasquinelli
Quella sartoria che lavora per solidarietà

FORNACETTE. In occasione della 26esima Festa del Volontariato, da domani a domenica, al Parco della Fornace di Fornacette, sarà possibile acquistare le creazioni della “Sartoria della solidarietà”....

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FORNACETTE. In occasione della 26esima Festa del Volontariato, da domani a domenica, al Parco della Fornace di Fornacette, sarà possibile acquistare le creazioni della “Sartoria della solidarietà”. L’idea nasce 10 anni fa come progetto di volontariato presentato da Auser, Pubblica assistenza e Misericordia, il cui scopo è, come sostiene Iria Parlanti, volontaria Auser, quello di «sconfiggere la solitudine delle persone anziane».

La sartoria coinvolge principalmente donne, che per tre volte alla settimana si riuniscono nel locale di via Curiel a Fornacette donato dalla Banca di Credito Cooperativo di Fornacette. Queste donne, munite di ago e filo, si mettono al lavoro per dar vita alle loro creazioni. Agli inizi la sartoria realizzava solo pigotte, delle bamboline in stoffa, ma con il passare degli anni inizia a cucire borse, grembiuli, pigiami e vestiti di ogni genere che vengono venduti in occasione delle feste paesane e il cui ricavato viene devoluto in beneficenza. Negli ultimi anni il guadagno è stato distribuito a molte associazioni, tra cui il Meyer di Firenze e agli alluvionati dell’ Emilia Romagna. La solidarietà, come si desume dal nome, costituisce la base del progetto, una solidarietà che si innesca come in una reazione a catena: solidali sono coloro che donano in maniera gratuita i materiali alla sartoria (aghi, stoffe, macchine da cucire), chi ripara gli strumenti danneggiati senza compenso e le sarte che lavorano non per essere pagate, ma per condividere insieme alle altre il loro tempo libero. La sartoria non è solo questo: rappresenta anche un’ opportunità d’ integrazione per gli immigrati, per questo sono stati organizzati corsi d’ italiano per stranieri. Ma neanche questo basta a esaurire i progetti delle volontarie, infatti le anziane si sono impegnate a tenere corsi di cucito per le bambine delle scuole elementari nei i mesi di luglio e agosto. L’ associazione ha ricevuto anche alcuni riconoscimenti, tra cui quello dell’ Unicef e il premio “Bollino verde” dall’ Auser nazionale. Sarà proprio la curiosità di vedere con i propri occhi i frutti di questo lavoro a spingere le persone a partecipare alla manifestazione e, perché no, a prendere parte alle future iniziative.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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