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Pontedera

Indennità per la giunta aumentate del 5 per cento

Indennità per la giunta aumentate del 5 per cento

Ricostruiamo S. Croce e Staffoli: «Ritocchino a norma di legge ma inopportuno» Il sindaco: «Non lo abbiamo approvato noi, ma rifiuto attacchi sulla nostra onestà»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. «Mentre i "cugini" di Fucecchio e quelli di Capannoli danno esempi virtuosi, come molti altri, a Santa Croce si ama andare in controtendenza». Comincia così l’attacco di Fulvia Quirici, del gruppo consiliare di opposizione Ricostruiamo Santa Croce e Staffoli per l’aumento degli stipendi di cui beneficerà la giunta del sindaco Giulia Deidda. Anche se in questo caso si tratta d’indennità, il balzo in avanti è del 5%, incluso in una determina dirigenziale del Comune di Santa Croce sull’Arno. E la stessa Deidda si difende spiegando che «la giunta non ha approvato un bel niente. Si tratta, appunto, della determina fatta dopo l’insediamento della nuova giunta al termine delle elezioni amministrative».

«Due assessori della neo giunta fucecchiese hanno deciso di dimezzarsi lo stipendio, mentre a Capannoli il sindaco ha deciso di non procedere nel "ritocchino" dello stipendio, visto i tempi di crisi – scrive la capogruppo – La signora sindaca, invece, coglie celermente l'opportunità che le si presenta per aumentarsi lo stipendio e quello di tutti gli assessori della sua giunta e sfrutta l'opportunità, come si evince dalla determina numero 424 del 27 giugno 2014, poco più di un mese dall'insediamento. Quello che segnaliamo è che questo aumento è consentito dalla legge, in virtù dell'aumento della spesa pro-capite».

Deidda, ovviamente non ci sta a subire queste accuse. «Credo che sugli amministratori di Santa Croce non si possano nutrire dubbi di virtuosità – dice il sindaco – Nessuno di noi utilizza auto blu o telefonini del Comune. Io guadagno 2.220 euro e 220 li do al Partito democratico provinciale così come stabilito nello statuto. Sono trasparente così come l’intera giunta santacrocese e non accettiamo lezioni di moralità da chi ha solo voglia di grattare la pancia della gente col populismo».

I requisiti necessari per rendere concreto l’aumento, come si legge nella determina sono il 3% per quei Comuni «la cui percentuale di entrate proprie rispetto al totale delle entrate è superiore alla media regionale» e un ulteriore 2% di maggiorazione «per quei Comuni la cui spesa corrente pro-capite sia superiore alla media regionale». In tutto fa il 5%, appunto, che il sindaco ammette promettendo anche di riesaminare l’intera situazione. «Come ho già detto non abbiamo discusso, né tanto meno approvato il provvedimento all’interno della giunta. Quello che faremo sarà sicuramente discutere del problema alla prossima riunione, probabilmente a settembre, e studiare la vicenda per trovare una soluzione a questo aumento». (a.q.)

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