Gioco
«Ho salvato la donna col cuore, ma vorrei diventare regolare»
Omar, l’autore del gesto eroico alla stazione di Donoratico Il senegalese: voglio rivedere i miei e poter tornare in Italia
MONTECALVOLI. Ogni estate fa la spola tra Montecalvoli e le spiagge di Donoratico col tipico armamentario di chi cerca di sbarcare il lunario senza poter contare su nessun diritto. Ma sabato pomeriggio la vita di Omar Diop, ventottenne senegalese, in Italia da sette anni che divide un appartamento col fratello a Montecalvoli, potrebbe essere cambiata, dopo che ha letteralmente salvato una cinquantenne di Cecina che era caduta in mezzo ai binari della stazione col treno in transito e il rischio di essere travolta. Lui non si aspetta niente, ma ci spera. «Non ho permesso di soggiorno – racconta – ma vorrei tanto tornare a trovare mia mamma e gli altri miei fratelli, senza dover rientrare in Italia nella maniera con cui sono arrivato in Europa, su una barca di legno insieme ad altre 70 persone».
Ecco il desiderio di Omar, eroe per un giorno per il quale il medico che ha prestato le prime cure alla donna, colta da malore e finita a un passo dalla ruota del convoglio, ha chiesto l’encomio al sindaco di Santa Maria a Monte, Ilaria Parrella: un permesso di soggiorno che ha già chiesto inutilmente nel 2009 al tempo della sanatoria. «Non dico che vorrei qualcosa in cambio del mio gesto – prosegue Omar – perché ho seguito l’istinto e mi sono mosso. Se fosse stato per me avrei preso subito il treno per tornare a casa. Ma quel medico ha insistito perché raccontassi alle forze dell’ordine cosa era accaduto. Non credo che questa vicenda cambierà la mia vita, anche se ammetto che spero qualcuno possa farmi un favore».
Le parole del ventottenne sono fluide e ricostruiscono l’accaduto alla perfezione. «Ero sulla banchina della stazione di Donoratico in attesa del treno per Pisa – ricorda Omar – Stavo parlando con alcuni amici quando ho visto una donna vicina ai binari che beveva acqua da una bottiglia. A un certo punto l’ho vista sbandare, proprio mentre arrivava il treno. Il suo corpo è andato in avanti, ha colpito con la testa un vagone cadendo giù dalla banchina. Era piegata su se stessa con la testa e le braccia in avanti sulle rotaie. Il treno si stava fermando, ma rischiava di essere investita dalla ruota del convoglio».
È stato in quel momento che Omar si è mosso. «Sono corso verso di lei, sono sceso dalla banchina e l’ho sollevata – sottolinea – Ma non ce la facevo a riportarla sul marciapiede e sono stato aiutato da alcune persone che erano in quel momento sul binario». Poi le prime cure del medico presente, l’arrivo del 118 e i vigili urbani di Donoratico che hanno parlato col giovane senegalese facendosi raccontare come si erano svolti i fatti e prendendo le sue generalità in chiave encomio. E poi le congratulazioni per Omar da chi ha assistito alla scena, prima che il ragazzone salisse sul treno per Pisa per tornare nella sua casa di Montecalvoli, insieme a suo fratello. «Ho agito d’istinto, senza pensare – dice – L’importante è aver salvato la signora. Il resto non conta».
Ora la palla passa alle istituzioni che saranno chiamate in causa per l’encomio a Omar e, magari, anche un riconoscimento più concreto come il permesso di soggiorno. Molto difficile questa soluzione, anche dopo un gesto eroico come quello compiuto alla stazione di Donoratico.
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