Il Tirreno

Pontedera

Da Milano in Valdicecina per produrre cachemire

Da Milano in Valdicecina per produrre cachemire

Una coppia a Sasso Pisano alleva capre per questo speciale materiale di pregio Per ora gli animali sono 16. «Ma il progetto è quello di far crescere l’allevamento»

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SASSO PISANO. Sono arrivati da Milano in Toscana con l’idea di vivere a stretto contatto con la natura, dopo una vita passata nella più frenetica delle città italiane. E sono finiti a Sasso Pisano ad allevare capre da cachemire. Daniela Bronzi e suo marito sono ancora all’inizio della loro attività, anche se hanno cambiato vita da più di sei anni. «L’idea è quella di arrivare a creare un allevamento consistente – spiega la donna – Per il momento di capre ne abbiamo 16».

La gestione degli animali, come spiega la stessa Daniela, che ha 54 anni, è abbastanza semplice: «Le capre sono molto indipendenti. Basta metterle in un recinto e mangiano quel che trovano. Oddio, sono molto testarde e difficilmente riesci a far fare loro quel che vuoi. Però sono adorabili». La donna è un’animalista convinta e non voleva animali che sarebbero potuti finire al macello. «Non ho mai voluto sfruttare gli animali più di tanto – racconta – Le capre da cachemire per gran parte dell’anno vivono la loro vita tranquillamente. Per un mese, invece, devono sottostare alla pettinatura della lana da cui si ottengono le fibre di cachemire».

Già, ma come fuiziona la produzione di questa lana così pregiata? «Tra aprile e maggio, a seconda di quanto caldo ha fatto nei mesi precedenti – spiega Daniela Bronzi – il cachemire emerge da sotto il pelo delle capre. A quel punto si cominciano a pettinare con un pettine speciale. Che poi non è altro che quello che si usa per i cani a pelo lungo. Il trattamento fa si che la fibra cada a terra e non bisogna fare altro che raccoglierla e metterla in buste».

Per adesso, la quantità di cachemire che le 16 capre di Sasso Pisano sono in grado di produrre ammonta a circa 12 chili. «Al momento non potremmo mettere in piedi un vero e proprio commercio, perché il livello di produzione è basso. Così siamo d’accordo con un’azienda che ne mette insieme circa 80 chili e lo vende ai laboratori appositi che trattano la lana ricavandone cachemire da vendere, a loro volta, sul mercato».

Il progetto della signora Daniela e di suo marito, che abitano in un podere in mezzo al verde dopo aver girato vari posti tra il Cecinese e la Valdicecina, è quello di ampliare il numero delle capre, «per provare a mettere su un commercio vero e proprio». In attesa che il business cresca, però, hanno anche intrapreso la via dell’allevamento di cavalli maremmano da riproduzione. «Solo che ci siamo dovuti fermare, visto che il mercato non ha condizioni particolarmente favorevoli in questo momento così delicato».

Andreas Quirici

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