Sicurezza
A piedi sulla Variante, muore a 69 anni
Ex ristoratore falciato da un’auto mentre attraversava la carreggiata, un’ora prima gli era stata sequestrata la macchina
LIVORNO. Quale fosse il suo piano - come ripete senza trovare risposte un amico - resterà un mistero.
Così l’unica possibilità per cercare di capire la morte assurda di Girolamo Brunetto, 69 anni, ex ristoratore di origini sarde con un passato a Livorno e un presente tra Pontedera ed Empoli, è quello di mettere insieme gli eventi che hanno segnato le ultime due ore della sua vita: il sequestro della macchina, la volontà di raggiungere la stazione e infine la decisione di incamminarsi a piedi lungo la Variante Aurelia in quella che si è trasformato in una passeggiata mortale, falciato da un’auto diretta verso Livorno, all’altezza dell’uscita di Stagno, mentre cercava di raggiungere la carreggiata opposta.
A raccontare la prima parte del drammatico puzzle sono gli stessi agenti della Polstrada di Viareggio che hanno poi eseguito i rilievi dell’incidente avvenuto intorno alle 16 di ieri pomeriggio. «Un’ora prima - raccontano - abbiamo notato questo signore alla guida di una utilitaria procedere molto lentamente lungo la Variante in direzione di Livorno». Molto probabilmente il 69enne, storico titolare del ristorante “I tre porcellini”, tra Tirrenia e il Calabrone, stava andando a saltare la sorella che vive a Livorno, oppure a prendere alcune cose nella sua abitazione di via Magri, dov’è tutt’ora residente.
«Era senza cintura - proseguono gli agenti - così lo abbiamo seguito quando è uscito dalla Variante e appena è stato possibile gli abbiamo fatto cenno di fermarsi nella prima area di sosta disponibile».
Dagli accertamenti che sono seguiti, è emerso che la vettura non fosse assicurata. Ecco perché la macchina è stata sequestrata e al proprietario è stato chiesto di portarla alla depositeria, poco distante dall’uscita della Variante dove vengono sistemati i veicoli sotto sequestro.
È qui che inizia la seconda parte della dell’assurdo disegno. «Quando quel signore è entrato e gli agenti gli hanno detto che non avrebbe potuto riprendere la macchina - ha raccontato agli agenti il proprietario del deposito - mi ha chiesto in che modo avrebbe potuto raggiungere la stazione. Così gli ho detto che a pochi metri dall’ingresso c’è una fermata dell’autobus e che salendo sul 10 sarebbe arrivato a destinazione».
A questo punto però il programma di Girolamo Brunetto deve essere cambiato per qualche motivo. Sul quell’autobus, infatti, non è mai salito, ma ha fatto al contrario la strada che aveva percorso scortato con la polizia per raggiungere di nuovo la Variante Aurelia. Ma stavolta lo ha fatto a piedi. «Dove volesse andare - dice scuotendo la testa il dirigente della stradale - non possiamo saperlo». Pensava di poter tornare a Pontedera a piedi? Aveva chiamato qualcuno perché lo venisse a prendere? Sperava che qualcuno gli desse un passaggio? Aveva in mente di passare dalla sua casa livornese per prendere qualcosa?
L’automobilista che lo ha falciato mentre attraversava la strada si è accorto della sagoma di quel signore con una maglietta rosa, solo pochi secondi prima dell’impatto. «Non ho avuto nemmeno il tempo di frenare».
L’impatto è stato violentissimo e nonostante un medico che passava in auto nella direzione opposta si sia fermato immediatamente per cercare di soccorrere il 69enne, è stato inutile qualsiasi tentativo di rianimarlo.
«E pensare - spiega chi lo conosce - che era tornato dalla Sardegna in Toscana da poco tempo, voleva ripartire nonostante fosse vicino ai 70 anni. L’ultima volta che l’ho visto mi ha raccontato che voleva mettere su con la figlia una ditta di pulizie, spero che nel frattempo ci sia riuscito».
@fedelazzotti
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