Il Tirreno

Pontedera

Inchiodati dalla droga trovata nelle bibite

Inchiodati dalla droga trovata nelle bibite

Arrestati 2 ventenni di Pontedera accusati di violenza sessuale su una ragazza: la svolta dopo un mese di indagini

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PONTEDERA. Inchiodati dalla droga dello stupro trovata nelle bevande offerte a due amiche. La polizia ha arrestato due ventenni di Pontedera accusati di violenza sessuale. Dopo un'articolata indagine, iniziata nei primi giorni di luglio in seguito alla denuncia per violenza sessuale presentata da una ventenne di Pontedera due ragazzi sono stati arrestati in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Pisa su richiesta di questo ufficio e del pubblico ministero titolare delle indagini Aldo Mantovani.

Tutto è nato nell'ambito del codice rosa attivato tra forze dell'ordine, servizi sanitari e servizi sociali al fine di tutelare i soggetti deboli da ogni forma di violenza, dopo che la giovane donna si era rivolta al pronto soccorso dell'ospedale Lotti di Pontedera lamentando una forte amnesia dopo aver trascorso alcune ore, la notte precedente, con una sua amica e due coetanei nella villa di uno di questi ultimi.

Ai medici la ragazza ha raccontato di essere stata nella villa per fare un bagno notturno in piscina, di aver bevuto a bordo vasca un po' di vodka e una bibita analcolica portata dai due uomini e poi di essersi sentita male. Ma di quei momenti non ricorda più niente fino alla mattina successiva quando riacquistava pian piano la memoria con un vuoto di diverse ore. «Confrontandosi poi con l'amica, che invece non aveva bevuto, aveva saputo di non essersi opposta alle avances dei due uomini che avevano consumato con lei un rapporto sessuale, tentando di coinvolgere anche la stessa amica – ha spiegato in una nota il dottor Luigi Fezza, dirigente del commissariato di polizia – che invece non aveva accettato di partecipare, dopodiché si era sentita male tanto da perdere conoscenza e quindi era stata riaccompagnata a casa». Appreso lo svolgimento dei fatti, la ragazza si è resa conto di aver partecipato ad atti «sessuali contro la sua volontà e quindi, ritenendo di essere stata drogata a sua insaputa, è andata in ospedale per farsi visitare ed eventualmente appurare se avesse involontariamente ingerito sostanze illecite».

L'amnesia riferita dalla donna, apparentemente inspiegabile, nonostante la stessa avesse dichiarato di aver bevuto alcool, ha fatto sorgere nei medici del pronto soccorso il dubbio che fosse stata drogata, a sua insaputa con il Ghb, una sostanza chimica di tipo stupefacente, conosciuta come "droga da stupro": insapore ed incolore, somministrabile in ogni tipo di liquido, capace di annullare nelle vittime ogni contraria volontà di resistere a eventuali avances di tipo sessuale.

Così i medici del pronto soccorso, oltre ad avvisare la polizia, si sono confrontati con il centro antiveleni di Milano, specializzato nel trattare casi del genere, giungendo alla conclusione che fosse verosimile l'utilizzo di tale sostanza nel caso in esame.

È iniziata una approfondita attività investigativa, raccogliendo la testimonianza dell'amica presente alla serata in villa e la denuncia della vittima, dopodiché, raccolti numerosi altri elementi investigativi, c’è stata una perquisizione della villa dove si erano svolti i fatti. Qui è stata trovata e sequestrata la bottiglia di vodka. Oltre a due bottiglie della bevanda analcolica, così come avev araccontato la vittima ai medici. Il pm ha affidato la perizia tossicologica al Prof. Giusiani dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Pisa. Risultato: in entrambe le bottiglie della bevanda analcolica sono state trovate tracce del Ghb.

Ottenuta la prova, il Gip di Pisa, su richiesta del pm, e sulla scorta dei risultati dlele indaguni ha emesso l'ordine di arresto dei due giovani che continuano a difendersi dicendo di non sapere della presenza della droga.

«Il particolare modus operandi dei due uomini, i riscontri ottenuti dal materiale sequestrato e i contatti che gli stessi hanno mantenuto tra loro e con altre persone attraverso i social network negli ultimi tempi, scambiandosi foto di altre giovani donne in contesti di tipo erotico, oltre al contenuto di conversazioni in chat, portano gli investigatori a ipotizzare una certa serialità di comportamenti analoghi, per cui non è da escludere che le indagini possano portare a individuare eventuali altre vittime», ha concluso la polizia.

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