Sicurezza
Perizie psichiatrica e psicologica sull’uxoricida di Castelnuovo
Le hanno chieste i difensori di Roberto Barbieri per valutare le condizioni mentali dell’uomo che due mesi e mezzo fa uccise la moglie con undici coltellate mentre in casa c’era il figlio
CASTELNUOVO VALDICECINA. Una perizia psichiatrica e psicologica è stata chiesta dalla difesa per valutare le condizioni mentali di Roberto Barbieri, impiegato Enel di 55 anni che nel pomeriggio del primo giugno scorso uccise a coltellate la moglie, Sandra Fillini, medico dell'Asl 5 di Pisa in servizio in Valdicecina. La vittima fu raggiunta da undici coltellate, nove all'addome e le altre due alla schiena, come dichiarò inizialmente ai carabinieri lo stesso marito.
Il matrimonio della coppia era ormai logorato da frequenti litigi e da tentativi di separazione che erano sempre naufragati probabilmente per la volontà comune di pensare all’educazione e al benessere dei due figli di 21 e 16 anni.
In queste settimane l’uxoricida, che subito dopo avere accoltellato la moglie aveva confessato e si era costituito ai carabinieri, è rimasto chiuso nel suo silenzio. Dopo aver dato la disponibilità a dare la sua versione dei fatti al magistrato che segue l’inchiesta, dottoressa Lydia Pagnini, l’uomo non è poi riuscito a raccontare i terribili momenti in cui ha deciso di sbarazzarsi per sempre della moglie che doveva essere diventata per lui una sorta di ossessione.
La donna era di nuovo intenzionata (in passato lo aveva già fatto) a proseguire sulla strada della separazione. Quando Barbieri uccise la moglie in casa c’era anche il figlio minore che era intento ad ascoltare musica in camera sua con le cuffiette alle orecchie. Il ragazzo non si sarebbe accorto di nulla fino a quando il padre entrò nella stanza dicendogli di aver ammazzato la mamma. Poi lo portò in strada per aspettare l'arrivo dei carabinieri.
I militari dell'Arma, invece, sarebbero stati avvisati da un'amica di famiglia alla quale l'uomo telefonò per dirle che aveva ucciso la moglie.
Barbieri, difeso dagli avvocati Cristina Agonigi e Pardo Cellini, aveva raccontato ai carabinieri di avere usato due coltelli, trovati in casa, per uccidere la donna.
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