Sicurezza
Inchiodati dalla droga dello stupro trovata nei bicchieri, arrestati due ventenni
La polizia ha portato in carcere due ragazzi di Pontedera con l’accusa di violenza sessuale. I giovani ora si trovano al Don Bosco di Pisa
PONTEDERA. Due uomini sono stati arrestati in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Pisa su richiesta del pm della procura della Repubblica di Pisa, Aldo Mantovani che conduce le indagini su di una violenza nei confronti di una ventenne.
L'indagine ha avuto inizio dopo che la giovane donna si era rivolta al pronto soccorso dell'ospedale Lotti di Pontedera lamentando una forte amnesia e dopo aver trascorso alcune ore, la notte precedente, con una sua amica e due coetanei nella villa di uno di questi ultimi. In particolare, la giovane raccontò di essere stata con il gruppo in una villa "per fare un bagno notturno in piscina, di aver bevuto a bordo vasca un po' di vodka e una bibita analcolica portata dai due uomini e poi di essersi sentita male e di non ricordare più niente fino alla mattina successiva, quando ha riacquistato piano piano la memoria con un vuoto di diverse ore". Sarebbe stata l'amica, rimasta sempre lucida, a raccontarle che non si era opposta alle avances dei due uomini che avevano consumato con lei un rapporto sessuale e successivamente di essersi sentita male e di essere stata riaccompagnata a casa.
Subito si è fatta largo l'ipotesi che la ragazza fosse stata drogata con il Ghb, la cosiddetta "droga dello stupro". Dopo le consulenze sui contenuti delle bottiglie sequestrate nella villa e dei tabulati telefonici dei due ragazzi, che negano ogni responsabilità dicendo di non saper spiegare la presenza della droga "da stupro" nelle bottigliette, è scattato l'arresto.
Gli investigatori non escludono "una certa serialità di comportamenti analoghi" ed "eventuali altre vittime". A farlo sospettare, spiega il commissariato in una nota, sono le "risultanze del materiale sequestrato e i contatti che" gli arrestati "hanno mantenuto tra loro e con altre persone attraverso i social network, scambiandosi foto di altre giovani donne in contesti di tipo erotico" oltre al "contenuto di conversazioni in chat".
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