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Il ricordo del martire Giuseppe Gori e gli anziani della Rsa che cantano

Il ricordo del martire Giuseppe Gori e gli anziani della Rsa che cantano

SAN MINIATO. Terzo giorno del Festival del pensiero popolare / Palio di San Rocco Pellegrino, dedicato alla memoria, e alla memoria del viaggio, tra l'altro grazie al lavoro di tutte le case di...

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SAN MINIATO. Terzo giorno del Festival del pensiero popolare / Palio di San Rocco Pellegrino, dedicato alla memoria, e alla memoria del viaggio, tra l'altro grazie al lavoro di tutte le case di riposo della zona, che arrivano ancora una volta a San Miniato, con il lavoro di una sessantina di anziani, che insieme ai loro operatori e al maestro Simone Faraoni, hanno dato vita ad un intenso spettacolo sulle storie dei loro viaggi, soprattutto di nozze, alcuni davvero singolari, come quello dei due sposini che nei primi anni cinquanta poterono arrivare solo in fondo al podere.

La giornata odierna comincia alle 18, quando in piazza XX Settembre andrà in scena "Morrò senza vivere un momento. Recital per Giuseppe Gori, martire antifascista". Lo spettacolo, voluto dal Comitato Giuseppe Gori di Cigoli, vuole mantenere la memoria di questo calzolaio, condannato a venticinque anni di galera per crimini politici, uscito distrutto fisicamente nel momento della Liberazione per morire pochi mesi dopo. Lo spettacolo ha la drammaturgia e regia di Andrea Mancini, che ne è anche interprete insieme a Monica Mori e a Marzio Matteoli, che canta un eccezionale repertorio di canzoni dell'epoca, sia politiche che popolari, come "Parlami d'amore Mariù".

Lo spettacolo proseguirà alle 19 con un omaggio alla casa di riposo ospitata nel palazzo Del Campana Guazzesi, giunta al centesimo anno di vita. Parleranno di "Anziani e creatività" Delio Fiordispina, Luca Carli Ballola e Simone Faraoni, tutti e tre impegnati da anni in un eccezionale progetto di animazione degli anziani.

Quello che, dopo la cena al Del Campana Guazzesi, darà vita alle 21 a “L'ultima spiaggia. Che ci faccio qui?”, con un centinaio fra anziani e operatori che canteranno, reciteranno e addirittura balleranno.

Poi, alle 22, avremo lo spettacolo a sorpresa di carattere comico-musicale. Per il pubblico del ristorante, alla fine di tutto, all'incirca dopo mezzanotte, dietro la chiesa di Santo Stefano, il Teatro della Conchiglia darà vita a “Orfeo e i suoi poeti”, viaggio notturno nelle foreste di Giuliano Scabia, dedicato stasera alla "Foresta vana" e a quella "non attraversando", con la straordinaria interpretazione dovuta ad un gruppo di anziani "che non dormono" e vogliono godersi la vita fino alla fine.

Il Festival del pensiero popolare proseguirà fino al 16 agosto. Quest'anno il premio San Rocco sarà assegnato a Riccardo Marasco, straordinario raccoglitore ed esecutore di una mai davvero riconosciuta tradizione della canzone toscana. Proprio il giorno 16 agosto sarà quasi interamente dedicato a lui, con un incontro nel pomeriggio, quando un altro cultore della toscanità, come Marzio Matteoli, intervisterà l' artista.

La sera sarà la volta di Vittorio Gabbanini, sindaco di San Miniato, che premierà Marasco con il San Rocco 2014, introducendo lo spettacolo finale, dove il grande cantante si esibirà nel suo ricchissimo repertorio, che unisce brani di musica colta, spesso di musica sacra, ad altri di un repertorio più sboccato e popolare, come la notissima "Teresina 'un ti ci porto più".

Insomma un cantante che proprio per queste sue caratteristiche non poteva non essere premiato da un festival che unisce al momento "colto" dedicato a Marasco, quello grasso e popolare. Sempre il 16 agosto infatti avremo il classico Palio di San Rocco, dove il gioco più caratteristico è la rottura dei cocomeri col culo. Di questa gara ci sono testimonianze almeno dalla fine dell'800.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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