Sicurezza
Curcio: «Lascio la polemica a chi ha piacere di farla»
Alla Festa Rossa di Perignano l’ex Br non risponde alle critiche sulla sua presenza Gli organizzatori: «Invito giusto, è un esperto sullo sfruttamento del lavoro»
CASCIANA TERME LARI. «Non m'interessa avere rapporti diretti con la stampa. Parlo solo del mio libro e del mio lavoro durante il dibattito». Renato Curcio accoglie così i giornalisti alla Festa Rossa di Perignano di Casciana Terme Lari, dov'è stato invitato per la sua ultima fatica, "Il pane e la morte". Una presenza, quella dell'ex capo delle Brigate rosse, che ebbe un ruolo fondamentale nel rapimento di Aldo Moro, ha suscitato bordate da destra sull'opportunità di invitarlo a un dibattito pubblico. «Non ho letto delle polemiche – dice – me ne hanno solo parlato. Ma io faccio un altro lavoro e lascio le polemiche a chi piace farle».
Intorno a Curcio ci sono gruppetti di quarantenni e cinquantenni che chiacchierano sotto gli alberi dello spazio Sandro Pertini di Perignano, dove si svolge la festa. Curcio per loro è un mito. «Rappresenta la purezza di un periodo che voleva cambiare il mondo. Forse la scelta dell'uso delle armi non è stata poi così giusta, ma è comunque un personaggio fondamentale per la nostra storia», spiega David Fedeli, arrivato da Monterotondo Marittimo per ascoltarlo che pochi attimi prima, al banco per la vendita del libro, gli aveva chiesto una dedica: «Non sono uno appassionato di autografi, ma a te lo chiedo volentieri». E Curcio: «Non parliamo di autografi, diciamo che ti sto personalizzando il mio libro», aggiungendo poi: «C'è uno che da dieci anni vuole un mio autografo. Io voglio farglielo su un libro ma lui, essendo un collezionista, lo vuole su un foglio di carta».
C’è molta gente ad ascoltare Renato Curcio. Giovani, cinquantenni e anziani, senza l’ombra di polemiche o contestazioni. Il suo libro su Brindisi e lo sfruttamento del lavoro sono al centro dell’attenzione tra magliette rosse, falci e martelli incrociati, volti e immagini del Che, cartelli con frasi di personaggi come Brecht o Lenin, ma anche smartphone e tablet sparsi un po' ovunque.
Curcio è tra gli oratori insieme a Federico Giusti dei Cobas pisani e a Paolo Papucci, uno degli organizzatori della Festa Rossa, che dice: «La Festa Rossa è uno spazio per affrontare i problemi, non per fare polemica. E Curcio è qui, perché è impegnato da anni sul tema del lavoro. È stato giusto invitarlo. Altrimenti potremmo definire inopportuni gli articoli di Adriano Sofri su uno dei giornali italiani più importanti». Qualcuno ha tirato in ballo anche il paragone tra l'invito a Curcio a Perignano e quello di Schettino alla Sapienza. Un paragone che fa ridere in maniera amara Federico Giusti: «Il parallelo tra i due personaggi sia imparagonabile».
Andreas Quirici
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