Il Tirreno

Pontedera

Caos Imu sui terreni dopo la scadenza del regolamento

di Tommaso Silvi
Caos Imu sui terreni dopo la scadenza del regolamento

Puccinelli: «In molti hanno pagato di più negli ultimi 3 anni» Il sindaco Millozzi: «Noi ci basiamo sul piano strutturale»

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PONTEDERA. La definisce una “truffa morale” e si dice pronto a battersi con tutte le sue forze per fare chiarezza sulla vicenda.

A pochi mesi dall’insediamento del nuovo consiglio comunale, Palazzo Stefanelli è infuocato dalle polemiche sull’Imu. A dare il via alle fiamme è stato Alessandro Puccinelli, capogruppo della Lista Civica Indipendente.

Secondo il rappresentante della quarta forza politica della città, votata da 1.170 cittadini alle ultime elezioni amministrative del 25 maggio scorso, l’amministrazione comunale capitanata dal sindaco Simone Millozzi avrebbe tenuto all’oscuro i cittadini su un’importante variazione rispetto al pagamento della tassa sui terreni edificabili.

«Non tutti sanno – esordisce Puccinelli – che alla scadenza del regolamento urbanistico, decaduto nel gennaio 2011, i terreni edificabili hanno il diritto di non essere più classificati come tali. Di conseguenza i possessori ne trarrebbero una rendita inferiore e quindi sarebbero chiamati a pagarci un’imposta di gran lunga minore. Praticamente l’80% in meno».

La questione intanto è stata portata sotto gli occhi del sindaco nell’ultimo consiglio comunale da Puccinelli, che ha inoltre criticato la previsione di bilancio illustrata dall’assessore Marco Papiani. «Nella stima degli introiti del 2014 è stata calcolata la somma derivante dagli introiti sui terreni edificabili come se nulla fosse cambiato. In pratica – prosegue l’esponente della Lista Civica Indipendente – si continuano a considerare terreni edificabili zone che in realtà non lo sono più dal gennaio 2011. Data in cui, appunto, è decaduto il regolamento urbanistico. In realtà fino all’approvazione di una variante quegli appezzamenti non risultano affatto edificabili. Lo dice anche una sentenza del Consiglio di Stato».

Secondo il consigliere i cittadini potrebbero addirittura chiedere un rimborso per quanto pagato dal 2011 a oggi. «In molti hanno pagato più del dovuto negli ultimi tre anni. Queste persone ora possono rivolgersi al Comune chiedendo il rimborso e se non dovessero ricevere risposta possono appellarsi alla commissione tributaria».

Tradotto in cifre, stando agli ultimi dati della commissione bilancio, il Comune di Pontedera ogni anno riceve nelle proprie casse un milione e 850 mila euro dal pagamento delle tasse sui terreni edificabili, che sono 500 a fronte dei 1.000 proprietari. Se il team di Millozzi prendesse esempio dal vicino Comune di Ponsacco e rivedesse le imposte, prendendo in considerazione la forte recessione economica e la scadenza del regolamento urbanistico, fino a una diminuzione dell’80%, i conti sarebbero presto fatti. Per ogni anno andrebbero restituiti ai proprietari di terreni edificabili in totale un milione e 500 mila euro. Che per tre anni, dal 2011 al 2014, farebbero 5 milioni di euro in uscita: diritti nelle tasche di coloro che in questi anni hanno pagato senza essere a conoscenza della variazione legislativa.

«La soluzione del Comune di Ponsacco avrebbe dovuto fare scuola – dice Puccinelli – perché non appena il regolamento urbanistico è scaduto l’amministrazione ha provveduto alla revisione delle rendite sugli appezzamenti edificabili, tenendo conto in primis del periodo tragico dell’economia nazionale. Non capisco per quale motivo a Pontedera ci si ostini a far pagare una tassa maggiorata ai cittadini».

La spiegazione arriva direttamente dall’ufficio principale del palazzo comunale, quello in cui siede il sindaco Simone Millozzi.

«Ponsacco – dice il primo cittadino – ha fatto un ragionamento diverso dal nostro. I miei collaboratori tengono conto della potenzialità edificatoria del terreno, che rimane immutata al di là del regolamento urbanistico. Chi vuole un cambio di valore del proprio appezzamento si faccia avanti – chiarisce il primo cittadino – e i nostri uffici valuteranno la domanda. Fin’ora c’è stato soltanto un caso del genere, nella frazione di Pietroconti, e la proprietà è stata declassata da edificabile a non edificabile».

Di richieste in Comune ne arrivano molte, ma vanno tutte in senso contrario.

«La maggior parte delle persone chiede il passaggio del terreno da agricolo a edificabile per ricavarne maggior profitto da un’ipotetica vendita. Colgo l’occasione per informare i cittadini che la nostra linea di governo non prevede un aumento del volume edificabile, quindi la maggior parte delle richieste verranno respinte».

Infine, il sindaco Simone Millozzi difende l’operato della sua squadra e conclude: «È vero che il regolamento urbanistico è scaduto, ma noi ci muoviamo all’interno del piano strutturale, che ha validità permanente. Se facessi crollare dell’80% le rendite sui terreni l’economia della nostra città ne uscirebbe con le ossa rotte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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