Il Tirreno

Pontedera

Curcio “in cattedra” scoppia la polemica

di Cristiano Marcacci
Curcio “in cattedra” scoppia la polemica

L’ex brigatista alla Festa Rossa per presentare il suo libro Buscemi: «Ci vuole un’ondata d’indignazione collettiva»

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PERIGNANO. L’ex brigatista Renato Curcio sarà ospite oggi, alle 18, alla Festa Rossa di Perignano per presentare il suo libro “Il Pane e la Morte”, in cui si parla dell’inaccettabile scambio tra la salute ed il lavoro e si svela come e quando, sempre più spesso, persone in cerca di un lavoro paiono disponibili ad accettarne uno nel quale si rischia la vita. Un tema che dovrebbe interessare trasversalmente, un po’ tutte le correnti di pensiero e un po’ tutti i partiti politici. Ed invece, scoppia la polemica. Non per l’argomento del libro e del dibattito, ma per il passato di Curcio e per l’opportunità di invitarlo ad una festa popolare.

Da Pisa alza la voce il vice presidente vicario del consiglio comunale Riccardo Buscemi: «Chissà quanti dei giovani che andranno alla festa e si troveranno ad ascoltarlo sanno che quel signore ormai anziano, che parla loro di temi così attuali, come l'immigrazione, il razzismo, il lavoro, è stato il fondatore delle Brigate Rosse, il gruppo terrorista protagonista degli anni di piombo in Italia, responsabile dell'assassinio di poliziotti, carabinieri, giornalisti, sindacalisti, dirigenti dello Stato e politici statisti. Chissà se sanno che i loro familiari piangono ancora sulle loro tombe. Chissà se sanno chi era Aldo Moro e la storia del suo rapimento, della sua prigionia e della sua esecuzione da parte del "tribunale del popolo" delle Brigate Rosse. Renato Curcio, che non si è mai pentito della violenza delle Brigate Rosse, oggi è ormai un uomo libero e non ha scelto di avere un atteggiamento defilato e lontano dalla scena pubblica, ma se ne va invece inopportunamente in giro per l'Italia a presentare i suoi saggi e tenere seminari, soprattutto ai più giovani. Tutto ciò è pericoloso e diseducativo. Fa parte di un "revisionismo" che nega, tace, minimizza o addirittura giustifica certe pagine della nostra storia. Penso che dovrebbe esserci un'ondata di indignazione collettiva».

Su Facebook si dice d’accordo con Buscemi il coordinatore provinciale di Forza Italia Giacomo Zito. E anche Luca Fracassi, dirigente nazionale di “Fratelli d’Italia - Alleanza Nazionale” fa parte degli indignati, arrivando addirittura a titolare la sua presa di posizione “A ciascuno il suo Schettino”. «L’Italia è quello strano Paese – dice Fracassi – che accetta con passiva indifferenza che a salire in cattedra siano, ancora nel 2014, quei cattivi maestri che nulla hanno da insegnare alle nuove generazioni. Esempi negativi che, a mio avviso, non dovrebbero essere lasciati liberi di girare l'Italia a pontificare, presentare saggi, diffondere presunte perle di saggezza».

Da Perignano, tra gli stand della Festa Rossa, arriva la replica di Paolo Papucci, presidente dell’associazione politico-culturale “La Rossa”, organizzatrice della kermesse. «Non siamo un partito – afferma Papucci –, siamo solo un’associazione che vuole parlare e discutere di tematiche forti, insieme a personaggi in grado di farlo. Curcio ha pagato e il suo passato non ci interessa e non è al centro del dibattito. C’interessa, e molto, invece, il tema di cui parlerà e che ha affrontato nel libro, cioè il legame tra il lavoro in determinati ambienti e le malattie e le morti. Prima di fare polemica, rifletterei e, soprattutto, verrei ad ascoltare il dibattito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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