Attenzione
Video e documenti incastrano il ladro ma niente arresto
PISA. Subisci uno scippo e rincorri il ladruncolo. Ci sono i testimoni che ti aiutano. Recuperi lo zainetto perso dallo scippatore in fuga e ci trovi i suoi documenti. La videosorveglianza racconta l’...
PISA. Subisci uno scippo e rincorri il ladruncolo. Ci sono i testimoni che ti aiutano. Recuperi lo zainetto perso dallo scippatore in fuga e ci trovi i suoi documenti. La videosorveglianza racconta l’episodio in una esauriente sequenza di immagini. Ti presenti alle forze dell’ordine per denunciare quello che ti è appena capitato e lasci agli investigatori persino le generalità del presunto autore. Risultato? Nulla. Impensabile l’arresto, per la mancata flagranza del reato. Bene che vada quel tipo finirà nei guai, si fa per dire, per furto.
Un nome tra i tanti in un eventuale processo magari celebrato in contumacia.
La cronaca di una denuncia inutile è andata in scena negli uffici della Polfer alla stazione. Una delle tante che i cittadini presentano a carabinieri e questura per furti e scippi. Istanze di giustizia che vengono prese dal personale in divisa con la rassegnata consapevolezza che la lotta alla microcriminalità è una battaglia combattuta ad armi spuntate.
Protagonista di una storia che racchiude il senso di rabbia e impotenza tra chi subisce e chi indaga sui reati di strada, è un’impiegata che lavora in Corso Italia, ma vive a Pontedera. Per spostarsi usa il treno e proprio nello scalo ferroviario è stata vittima del furto del suo cellulare.
«Erano circa le 18,30 – racconta la donna che chiede l’anonimato –. Ero tra i binari 8 e 9 e aspettavo il treno per Pontedera. A un certo punto quello che poi è scoperto essere un senegalese mi ha sfilato il telefonino dallo zainetto ed è fuggito tra la folla. Ho iniziato a urlare “fermatelo” e l’ho inseguito. Qualcuno ha cercato di bloccarlo, ma senza riuscirci. Addirittura mentre correva ha perso il mio cellulare. L’ha raccolto da terra e ha proseguito la fuga durante la quale, però, gli è caduto lo zaino».
L’impiegata ha preso lo zaino e, accompagnata da un paio di testimoni che avevano assistito alla scena, si è presentata negli uffici della Polfer. Nello zainetto c’erano i documenti di un senegalese, domiciliato a Cascina, con il permesso di soggiorno scaduto da tempo.
«La polizia aveva anche i video con l’inseguimento e la fuga dello scippatore – prosegue la derubata –. E come se non bastasse, oltre ai testimoni, avevano anche il nome di questa persona. Più di così che deve fare un cittadino per chiedere e ottenere una tutela? Gli agenti hanno preso la mia denuncia, ma ho avuto più che la percezione di uno scoraggiamento che sgomenta. “Non è possibile arrestarlo” mi hanno detto. Una risposta che dà un senso di impotenza. Se neanche con il video dell'inseguimento, i testimoni presenti durante la denuncia, lo zainetto del ladro con il permesso di soggiorno scaduto, la polizia “non può fare niente”, non so davvero cos'altro serve in questa città per poter fare qualcosa».
Lo scippatore è ancora in circolazione, l’impiegata ha perso per sempre il suo telefonino e le statistiche delle forze dell’ordine hanno collezionato un altro furto andato a buon fine con un colpevole certo e una pena improbabile.
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