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Morto sul lavoro spuntano i primi indagati

Morto sul lavoro spuntano i primi indagati

La Procura procede per omicidio colposo. Oggi l’autopsia sulla salma del macedone rimasto folgorato all’ex Atisale.

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SALINE. Spuntano i primi indagati per la morte di Dzevdet Ferati, 42 anni, l’operaio macedone morto mentre stava lavorando all’interno dell’ex salina di Stato ora Locatelli. L’uomo era un dipendente di una piccola ditta di carpenteria che lavora in appalto dentro alla fabbrica. La Procura di Pisa - il fascicolo è in mano al sostituto Aldo Mantovani - ha iscritto nel registro degli indagati il titolare dell’impresa per cui lavorava il macedone (la Marcello Saitta) e i responsabili della Locatelli srl, nella cui proprietà è avvenuto l’incidente mortale. Si tratta di una procedura d’ufficio.

L’area dove è avvenuto l’incidente è sempre sottoposta a giudizio. A questo punto saranno fondamentali le relazioni degli ispettori dell’Asl 5, di quelle dell’organo regionale di vigilanza sulle miniere e dei carabinieri. Per stamani è prevista l’autopsia all’istituto di medicina legale di Pisa da parte della dottoressa Chiara Toni. La salma dovrebbe rientrare in Macedonia, nel paese di Ferati nella giornata di lunedì. Raggiungerà la moglie che è in partenza in queste ore.

Intanto, a Saline di Volterra è iniziata la gara di solidarietà. «Gli uffici della Misericordia saranno aperti tutto il giorno sia oggi che domani - spiega il governatore Giorgio Ghinzoli - per consentire, con la collaborazione della parrocchia e della Pro loco, una raccolta fondi in favore di una famiglia in difficoltà». Restano sul piede di guerra i sindacati che dal giorno del decesso di Ferati denunciano come l’attività lavorativa sia andata avanti «nella totale indifferenza».Ferati lascia la compagna e due figli di nove e tre anni.

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