Sicurezza
Lo strazio di figli e moglie davanti ai cancelli della ditta
SALINE DI VOLTERRA. Era straniero ma ormai a Saline si sentiva a casa. Dzevdet Ferati era arrivato all’ombra della città etrusca una decina di anni fa. Per altri dieci anni aveva abitato nel Belpaese...
SALINE DI VOLTERRA. Era straniero ma ormai a Saline si sentiva a casa. Dzevdet Ferati era arrivato all’ombra della città etrusca una decina di anni fa. Per altri dieci anni aveva abitato nel Belpaese e, ormai, l’Italia era la sua seconda patria. Abitava in una piccola casa in Borgo Lisci con la moglie e i suoi due figli che frequentano la scuola materna.
La sua compagna fino a ieri era con i bambini in Macedonia per salutare i nonni. Purtroppo, ha avuto pochissimo tempo per ricongiungersi con il marito.
Il suo strazio, le sue urla davanti ai cancelli della Locatelli hanno commosso tutti. Anche i figli di Ferati hanno pianto e, alla fine, è stato deciso di portarli insieme al cognato a Volterra, in casa di amici.
La moglie di Ferati ha anche accusato un malore alla notizia della morte del marito. Poi, si è ripresa e con dignità e coraggio è tornata dai suoi bambini.
La famiglia del macedone non navigava in buone acque al punto da richiedere un contributo al canone d’affitto al Comune di Volterra (erano rientrati nella graduatoria definitiva).
Fino a qualche mese fa lavorava come carpentiere dove capitava. Piccoli lavoretti in muratura ed interventi nelle case del paese. Poi, era stato assunto dalla ditta di Marcello Saitta ed aveva iniziato alcuni interventi di manutenzione all’interno dell’ex Salina.
I dipendenti della Locatelli lo vedevano spesso, anche al bar per una bevuta dopo il lavoro. L’ultimo saluto ieri pomeriggio quando lo hanno trovato morto accanto al suo martello pneumatico. (r.b.)
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