Attenzione
«Io,vicario del Papa resto uno di voi»
Il cardinale Agostino Vallini sceglie la “sua” Serrazzano per festeggiare con gli amici i cinquant’anni di sacerdozio
POMARANCE. «Quando Jorge Mario Bergoglio venne eletto in Conclave io ero con lui. Si vestì e si avvicinò alla finestra. Vidi una folla immensa che aspettava con trepidazione e mi chiesi che cosa avrebbe potuto dire. Lui scelse un “buonasera”, ed è entrato nel cuore di tutti».
Il cardinale Agostino Vallini, vicario del pontefice per la diocesi di Roma, regala un episodio inedito ai suoi compaesani arrivati per salutarlo. Il braccio destro del papa, l’uomo che ha sostituito il cardinale Camillo Ruini torna al paesello, alla “sua” Serrazzano. Lo fa in un giorno importante per lui, che festeggia 50 anni di sacerdozio, e per la comunità che celebra San Donato.
Si respira un clima informale nella chiesa del paese, gremita per abbracciare uno dei cittadini più illustri.
Il figlio di un carabiniere poi deportato dai nazisti che non abbandona le sue origini.
«Questa visita la dovevo ai miei genitori - dice - che mi hanno sempre guidato e che sono stati il dono più bello. Ancora oggi mi chiedo come si comporterebbe mi padre nelle situazioni più difficili della mia vita». Dietro a lui ci sono due carabinieri in alta uniforme e davanti ha i massimi rappresentanti della provincia di Pisa (insieme al sindaco Loris Martignoni). Anche questo è un omaggio alle sue origini. A lui è nato in una caserma e che è stato comunicato nella cappelletta di un’altra caserma.
Il religioso un omaggio lo ha voluto tributare con una visita privata in cimitero.
«Non ho mai abbandonato Serrazzano - racconta - anzi spesso mi sento con il vostro parroco per telefono. Mi ragguaglia sui nuovi ma pochi nati e sui tanti che vanno in Paradiso».
A fianco del cardinale Vallini ha celebrato il vescovo di Volterra monsignor Alberto Silvani. «Mi ha prestato pure la sua mitra e infatti mi sta larga», ha scherzato Vallini.
Un dono prezioso gli è stato confezionato da una famiglia di alabastrai di Volterra che per l’occasione ha realizzato un calice d’alto artigianato.
Vallini invece ha regalato un ostensorio alla comunità. «Sarà molto utile - ha detto don Renzo - visto che il precedente era abbastanza impresentabile».
Durante l’omelia c’è stato spazio anche per parlare della Chiesa al giorno d’oggi. «Forse dopo duemila anni - ha detto Vallini - il nostro istituto è un po’ stanco e va svecchiato però negli ultimi due anni ha subìto degli attacchi forti. Si è cercato di trovare il torbido anche dove non c’era. E credetemi in un po’ gli uffici vaticani li conosco».
La sera Vallini si è intrattenuto insieme alla sua piccola comunità in un rinfresco informale.
Il cardinale si è dimostrato anche esperto di nuove tecnologie citando con disinvoltura Google e siti internet. Del resto come ha dimostrato papa Francesco con Twitter i proseliti passano anche dagli account sui social.
Rino Bucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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