Sicurezza
In provincia solo 8 su cento investono
L’ultima radiografia all’imprenditoria della Camera di Commercio: la prudenza è predominante
PONTEDERA. Lo sforzo dei produttori locali, riuniti in consorzio per presentarsi al grande pubblico con il marchio “Eat Valdera”, fa ancora più notizia se consideriamo che nel 2013, in provincia di Pisa, solo 8 imprenditori su 100 hanno investito nella propria attività. Lo si evince dall’ultimo studio realizzato dalla Camera di Commercio di Pisa.
Nel 2013, secondo le statistiche elaborate dall’ente camerale, solo 7 aziende pisane su cento hanno dichiarato un giro di affari in crescita. I margini di profitto sono ancora compressi a causa della contrazione dei listini: appena il 3% delle aziende aumenterà i prezzi a fronte di un 14% che addirittura dovrà rivederli al ribasso. Il mercato interno resta la principale vittima della crisi: solo il 5% delle aziende si aspetta segnali positivi contro un 38% che, invece, prevede ulteriori flessioni.
«Dati preoccupanti di per sé quelli emersi – afferma il presidente della Camera di Commercio Pierfrancesco Pacini – ma ancor più insidioso è l'effetto sull'atteggiamento delle imprese e le ulteriori conseguenze a danno dell'intero sistema produttivo. Il persistere della crisi, infatti, induce necessariamente prudenza inibendo la propensione degli imprenditori ad investire. Soltanto l'8% delle imprese ha investito nel 2013 e le stime per il 2014 segnalano un ulteriore peggioramento: si scende al 6%. Lo scarso dinamismo negli investimenti è alla base del progressivo indebolimento della capacità competitiva del sistema produttivo, che non potrà che aggravare ulteriormente la situazione».
Anche sul fronte della liquidità aziendale non giungono buone notizie. Cresce infatti il saldo tra coloro che segnalano un aumento dei tempi di riscossione dai propri clienti (dal 31% del 2013 al 36% dei primi mesi del 2014) e quelli che hanno prospettato una dilatazione dei tempi di pagamento ai propri fornitori (dall'11 % 2013 al 13% del 2014).
Con riferimento al credito, pur calando al 30% la quota di imprese che registrano maggiori difficoltà, è da segnalare la questione dell'inasprimento dei tassi di interesse passivi (segnalato dalla quasi totalità delle imprese pisane), oltre alla riduzione delle concessioni di fido (per il 78% delle aziende) e la richiesta di maggiori garanzie (77%).
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