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Il ritorno del caldo mette in salvo la vendemmia

PONTEDERA. L’arrivo di almeno un paio di settimane di “vera” estate con il sole e l’aumento delle temperature salva la vendemmia che inizierà nelle prossime settimane, dopo un mese di luglio che con...

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PONTEDERA. L’arrivo di almeno un paio di settimane di “vera” estate con il sole e l’aumento delle temperature salva la vendemmia che inizierà nelle prossime settimane, dopo un mese di luglio che con il 339% di precipitazioni in più e circa un grado e mezzo di temperatura in meno rispetto alla media dell’anno precedente, aveva alimentato grandi incertezze. Incertezze confermate da un primo monitoraggio effettuato da Coldiretti Pisa,secondo cui sarà una stagione destinata a restare negli “annali” non certo per la generosità dei raccolti. Benissimo il mais ed il girasole per i quali si preannuncia un raccolto ottimo, malissimo la raccolta di grano confermano dal Consorzio Agrario di Pisa. La pioggia ha attivato in anticipo gli attacchi della mosca olearia nel caso degli olivi e della peronospora per le viti che hanno costretto gli agricoltori a correre ai ripari con aumenti dei costi di produzione per difendere le piante. «È ipotizzabile – spiega Aniello Ascolese, direttore provinciale Coldiretti – un calo di produzione, anche se è presto per confermarlo. Saranno decisive le prossime settimane».

Il maltempo, caratterizzato da forti e brusche piogge, anche intense accompagnate in alcuni casi da grandinate, ha sconvolto i cicli vegetativi delle piante tanto da ritardare la trebbiatura posticipata di una ventina di giorni. «Mai vista una stagione così in tanti anni – conferma Ulisse Stefanucci, cerealicoltore di Coltano –, la resa per ettaro è minore. La pioggia ha fatto perdere di peso specifico il grano: tutta quell’acqua gli ha fatto male». Dubbi anche sulla qualità: «Peccato – spiega Michele Conti, direttore del Cap di Pisa – perché poteva essere una stagione perfetta. La pioggia ha rovinato i piani ritardando tutte le operazioni di lavorazione». A conferma che è stata una stagione unica è l’accensione degli essiccatori: «Il grano molto umido ci ha indotto ad usare per la prima volta una tecnica utilizzata nei paesi del nord Europa (Austria e Germania) come quella dell’essiccatura. In questo modo abbiamo salvato il salvabile».

L’anomalia meteo ha “affaticato” anche le api, tanto che il raccolto di miele rischia di essere seriamente compromesso e disomogeneo per aree. Ma a preoccupare, se le condizioni di maltempo dovessero perdurare, sono anche gli effetti sull’agricoltura e sulla produzione di tutti quei prodotti che comunemente si portano in tavola la cui impollinazione dipende dalle api, dalle mele alle mandorle, dalle pesche alle pere, dalle melanzane all’uva, dai cetrioli alle fragole.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web