Sicurezza
San Romano si ribella «Fognature non curate»
Un film già visto: la parte bassa della frazione va di nuovo sott’acqua I residenti lanciano una petizione. «La zona si trasforma in un imbuto senz’uscita»
MONTOPOLI VALDARNO. Non ne possono più gli abitanti di San Romano, finiti ancora una volta sott’acqua dopo l’ennesimo acquazzone di lunedì, con strade, garage e scantinati allagati. Una rabbia che corre di casa in casa fra le strade della parte bassa della frazione. Una rabbia che adesso prova a farsi sentire a suon di firme, con una petizione lanciata ieri mattina tra gli abitanti, per chiedere più manutenzione alla rete fognaria e soprattutto un suo adeguamento. «È una situazione catastrofica», ci racconta Barbara Francalanci, che vive a ridosso della curva tra via Caduti nei Lager e via Cavour, in un punto fondamentale per la viabilità di tutta la zona, che lunedì sera è finito di nuovo sott’acqua, costringendo le forze dell’ordine ad intervenire per la chiusura al traffico. «In alcuni punti si arrivava fino a 80 centimetri d’acqua – racconta –. È il punto più basso del paese: basta che piova un po’ più del normale e si allaga immediatamente».
Il problema, però, coinvolge un po’ tutte le case comprese tra via Cavour e via Mulinaccio, fino al confine con il comune di San Miniato in via Rosselli. «La ragione – riprende la donna – sta nella mancanza totale di regimazione per l’acqua che viene giù dalla collina, dalla parte alta del paese, unita a un sistema fognario del tutto inadeguato. Abbiamo delle condotte ostruite, che non vengono pulite da tempo, ma soprattutto sottodimensionate rispetto alle nuove costruzioni degli ultimi anni. Addirittura, ci sono punti in cui le condotte non sono neppure allacciate alla rete: insieme alla municipale abbiamo fotografato una fogna che scaricava a cielo aperto in via Mulinaccio».
La zona, in pratica, si trasforma in una sorta di imbuto senza uscita, dove l’acqua che scende giù dalla collina trova una rete fognaria ormai inadeguata, allagando in pochi minuti garage e scantinati di abitazioni. Numerosi gli abitanti alle prese ieri mattina con il fango. «È un problema che esiste da decenni e che non è mai stato affrontato – conclude Francalanci –. Per questo, insieme ad altri cittadini, ho pensato di far partire una raccolta firme».
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