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San Casciano dice addio dopo 100 anni alla sua “Botteghina”

San Casciano dice addio dopo 100 anni alla sua “Botteghina”

Il consigliere comunale Giacomo Cappelli lancia l’allarme «In questo modo si lascia morire una frazione»

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CASCINA. Nella piazza fervono i preparativi. La festa di San Casciano è alle porte. Ma presto si chiuderanno quelle di una storico negozio che si trova proprio all'ombra della Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano. La botteghina di campagna cesserà l'attività dopo una storia secolare. Un esercizio che col tempo è diventato un'istituzione per la frazione. L'apertura risale addirittura al 1914. Ma oggi è costretto a celebrare il centenario nel peggiore dei modi. Il grido d'allarme arriva dal capogruppo di Forza Italia Giacomo Cappelli, che abita proprio a San Casciano e ha visto crescere il negozio. «Se ne va un vero e proprio punto di riferimento – dice il consigliere – ed è un'altra brutta ferita per un paese che sta letteralmente morendo. Ormai sono rimaste pochissime attività ed è un peccato dover assistere alla chiusura della botteghina. Spero davvero che il Comune intervenga in qualche modo, perché oltre a chiudere per un giorno la Tosco-Romagnola per le feste bisognerebbe pensare a salvaguardare i piccoli negozi». La botteghina di campagna vende generi alimentari e dal 1980 è gestita da Annamaria Luppichini. Per molti anni è stata anche ristorante e i proprietari le hanno provate tutte per tenere in vita l'esercizio ai piedi della pieve romanica, frequentato principalmente dagli abitanti della frazione. Ma negli ultimi 14 anni le cose sono andate peggiorando. Nel 2000 infatti i proprietari hanno pagato 1 milione e 200mila lire di Ici per i terreni murativi su cui doveva sorgere il nuovo negozio. «Il sindaco Carlo Cacciamano aveva garantito la realizzazione di nuovi locali – spiega Cappelli – invece l'amministrazione Franceschini ha fatto scelte urbanistiche diverse e i terreni sono diventati di nuovo agricoli, bloccando di fatto qualsiasi costruzione». Negli ultimi 10 anni i proprietari hanno provato più volte a presentare progetti per realizzare una nuova struttura. Un ristorante comprensivo di pista da ballo e uno spazio per giocare a bocce. Doveva essere un punto di ritrovo a tutti gli effetti. Un cuore pulsante per San Casciano. Ma ormai i terreni erano acquistati e i proprietari hanno potuto solo installare un locale-tenda per continuare a mandare avanti il ristorante. L'attività è andata avanti a singhiozzo e soltanto attraverso concessioni temporanee. Spesso anche l'amministrazione comunale ha organizzato cene, feste e iniziative benefiche alla botteghina di campagna. Ma ormai su quel terreno non si può costruire e tra progetti presentati e interventi di ristrutturazione i proprietari hanno speso circa 60mila euro. «Nessuno invece si è mai attivato per risolvere la questione. Per questo faccio un nuovo appello per salvare questo negozio, che altrimenti chiuderà nel giro di pochi giorni. Sarebbe un peccato perdere un'attività storica, che contribuisce al decoro di San Casciano. Se la lasciamo chiudere finirà inevitabilmente nel degrado, così come l'area intorno alla bellissima pieve romanica».

Lorenzo Lazzerini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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