La scuola “traslocata” al Pip? La soluzione migliore
CRESPINA LORENZANA. Con la firma dell’altra sera, apposta sul contratto d’affitto, diventa ufficiale il trasloco della scuola media Cozzi di Crespina in un immobile del Pip di Lavoria. In questo modo,...
CRESPINA LORENZANA. Con la firma dell’altra sera, apposta sul contratto d’affitto, diventa ufficiale il trasloco della scuola media Cozzi di Crespina in un immobile del Pip di Lavoria. In questo modo, per gli alunni è salva la prossima stagione scolastica, nonostante l’inagibilità del precedente edificio dichiarata a causa delle verifiche eseguite sulla mancanza dei necessari requisiti anti-sismici.
Il sindaco Thomas D’Addona è soddisfatto della decisione presa. «Quella del Pip di Lavoria – afferma – è la migliore strada possibile tra quelle che avevamo a disposizione e che potevano essere percorribili. L’altra opzione praticabile era quella dei moduli prefabbricati. Si tratta, ovviamente, di una soluzione provvisoria legata all’emergenza e rispetto a questa l’amministrazione comunale non ha operato, ci tengo a sottolinearlo, alcuna imposizione. Ci siamo sempre mossi in collaborazione con il comitato costituito appositamente e anche prima della firma abbiamo ricevuto il consenso dei rappresentanti della direzione didattica, delle classi coinvolte, degli insegnanti e dell’istituto».
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D’Addona se la prende poi con l’opposizione di “Orizzonte Comune”, severa nell’analizzare la vicenda dell’inagibilità e del progetto d’ampliamento legato all’immobile ora dichiarato inagibile: «Il loro comportamento – dice il primo cittadino – è palesemente distruttivo, sempre e comunque. Si erano preparati ad una reazione negativa rispetto a qualunque scelta avessimo fatto. I gravi commenti e le pesanti critiche all’indirizzo del sottoscritto, dei tecnici e del commissario prefettizio che guidava il Comune prima del mio insediamento sono indubbiamente roba da sciacallaggio politico e di tutto ciò dovranno risponderne nelle sedi opportune».
D’Addona difende a spada tratta il proprio operato: «Stiamo preparando una dettagliata relazione per le famiglie, a cui vogliamo spiegare una volta per tutte che la scuola non aveva mai evidenziato segnali visivi che potessero far pensare all’inagibilità. Le “carote” sul cemento armato, eseguite nell’ambito del progetto d’ampliamento, fanno parte dei nuovi adempimenti di legge e noi a Crespina siamo tra i pochi Comuni italiani ad averle fatte».
Cristiano Marcacci
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