Il Tirreno

Pontedera

Dopo l’acqua, una bomba di polemiche

di Andreas Quirici
Dopo l’acqua, una bomba di polemiche

La rivolta dei commercianti del centro contro i tombini ostruiti. L’assessore Franconi: «Una colpa ce l’hanno anche i privati»

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PONTEDERA. Sono i cosiddetti innesti delle varie condutture alla rete fognaria la probabile causa dei tanti problemi che il centro di Pontedera ha subìto con le ondate di maltempo. Lo ha ammesso l’assessore ai lavori pubblici, Matteo Franconi, in un incontro avuto martedì con i commercianti di via Saffi e via Primo Maggio poche ore prima che la seconda bomba d’acqua in quindici giorni allagasse molti negozi di quella zona. Facendo, fatalmente esplodere la rabbia della cittadinanza, che punta il dito contro la mancata pulizia di fogne e tombini.

Lavori non appropriati. Il sospetto del Comune è che molti lavori di privati non siano stati realizzati in maniera adeguata, finendo per ostruire il normale deflusso dell’acqua. È già successo in via Dante, dove i recenti lavori di riqualificazione della strada hanno fatto emergere numerosi problemi, la cui soluzione ha richiesto l’intervento proprio di alcuni privati. «Siamo a conoscenza dello sviluppo della rete fognaria – ha spiegato l’assessore – ma non dei dettagli, rappresentati, appunto, dagli innesti. Il sospetto che abbiamo è che in via Primo Maggio e via Saffi ci siano problemi di questo tipo. Per questo effettueremo verifiche in quell’area». Incalzato da alcuni negozianti, però, Franconi ha anche ammesso che «una parte del problema potrebbe essere causata anche dal dosso realizzato dal Comune all’angolo tra via san Faustino e via Silvio Pellico e la stessa via Saffi».

Mancata pulizia. Già durante la riunione erano venute fuori, però, accuse da parte degli esercenti al Comune rispetto alla mancata pulizia dei tombini e delle fogne. Un elemento che, durante l’emergenza e nella giornata di ieri, in cui si è fatta la conta dei danni, è riemersa in maniera inevitabile. Nel momento più caldo della bomba d’acqua, al bar Enrico di viale Italia si è cercato di liberare i tombini manualmente: «Siamo usciti con un pezzo di ferro per aprire le grate e abbiamo trovato lo sporco a ostruire il deflusso dell’acqua». In molti punti i tombini saltavano per la troppa pressione, finendo per ributtare l’acqua in strada e quindi nei locali. Allagamenti si sono verificati anche nel bar del Cineplex, mentre in un supermercato ha ceduto una parte di copertura.

In ginocchio. Molte le attività colpite dal maltempo nel centro, compresa via della Misericordia. Ma forse il caso più emblematico è quello del London Bridge in via Cesare Battisti, una parallela di corso Matteotti. Il parquet del pub, i cui arredi sono completamente in legno, si è letteralmente imbarcato con l’acqua. «Dovevamo riaprire tra venti giorni – spiegano i titolari – Invece siamo qui come al solito a cercare di capire il modo di ripartire. Nella nostra strada, fino a qualche anno fa, c’erano tre o quattro tombini. Poi è stato rifatto l’asfalto e ne è rimasto uno solo. Noi lo avevamo fatto presente al Comune che ci sarebbero stati problemi. Ma non ci hanno ascoltati. E adesso gli altri sono sepolti e non possono svolgere, ovviamente, la loro funzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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