Lutto
In Togo da San Miniato nel nome di Giacomo
8 ragazzi di Shalom in Africa alla casa intitolata al giovane morto in un incidente che ospiterà una pizzeria, un panificio, una foresteria e una scuola alberghiera
SAN MINIATO. In Togo per verificare lo stato dei lavori della Casa di Vanda e Giacomo. È lo scopo del viaggio in Africa di 15 volontari del Movimento Shalom nel Paese africano, cominciato proprio ieri. La struttura è ormai in via di ultimazione con, l’inaugurazione ufficiale che è stata fissata per il mese di ottobre. Dei 15 partecipanti alla missione, 8 giovani sono della sezione Shalom di San Miniato.
Gli otto di San Miniato. Sono stati proprio loro, infatti, che, in ricordo dell’amico Giacomo, morto per le conseguenze di un’ipotermia in seguito a un incidente stradale nel gennaio 2010, in questi anni hanno lavorato raccogliendo fondi con i vari Musicals per il progetto in Africa. Prima Pinocchio, poi La Sirenetta e infine Aladin. Gli 8 dello Shalom sanminiatese, infatti, sono giovani del gruppo “La Compagnia dello spettacolo”. I loro nomi sono: Marta Bandini, Edoardo Rossi, Martina Desideri, Bianca Ricci, Ester Arzilli, Viola Buti, Francesca Brotini ed ErikaBagnoli, accompagnati dal dottor Andrea Sansevero e la moglie Maria Grazia Lazzeri e il dottor Giovanni Ostuni, i quali verificheranno la possibilità di realizzare una struttura sanitaria, Nuria Biuzzi e Cristian Gonnelli.
Il Centro Giacomo e Vanda. Il progetto ormai prossimo alla conclusione è stato realizzato grazie anche all’importante contributo di Unicoop Tirreno e ha visto la realizzazione di un panificio pizzeria, una foresteria per i volontari e una scuola di formazione alberghiera. «Questo centro che abbiamo chiamato la casa di Vanda e Giacomo – spiegano da Shalom – sarà anche un vero e proprio centro di ospitalità e di formazione sociale sorto in una zona con grandi possibilità turistiche, a poche centinaia di metri da un mare davvero bello».
Progettista del Togo. Il viaggio sarà guidato da don Donato Agostinelli e don Andrea Cristiani. Sarà l’occasione per vedere la struttura progettata da un giovane geometra, Isidore Amavi, originario dello stesso Togo, che ha imparato le tecniche di costruzioni proprio in Italia, utilizzando poi manodopera locale e finanziatori italiani. «La prima tappa in Togo, sarà a Lomé, la capitale, con la visita alla “Casa degli schiavi” – proseguono i responsabili del Movimento – un struttura il cui nome ne racconta anche tutta la terribile vicenda. Già in questi primi giorni la delegazione italiana risiederà nella Casa di Vanda e Giacomo, in modo spartano e austero, perché la struttura è ancora da ultimare e arredare e si dedicherà alla realizzazione di un grande murale che decorerà il centro raffigurando i volti dei ragazzi ai quali è intitolata la struttura»
Il programma del viaggio. Il gruppo rientrerà il 14 agosto, dopo visite ai villaggi tradizionali del Togo, incontri con i giovani Shalom africani, passeggiate sull’oceano, visite a strutture sanitarie in vario modo gestite da Shalom, incontri con il Ministero della cultura e soprattutto preparazione spirituale a quello che sarà un importante momento comunitario, cioè la festa della domenica.
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