Il Tirreno

Pontedera

Caos “bollette pazze” ma Geofor chiude per ferie

Gli sportelli riaprono a settembre. L’azienda: «La risoluzione delle pratiche è rinviabile di un mese, non sono previsti costi aggiuntivi e sanzioni»

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PONTEDERA. Gli utenti e i cittadini sono nel caos per le migliaia di bollette pazze che Geofor ha inviato anche a chi ha già pagato regolarmente la Tares 2013, costringendoli a presentarsi per esibire tutta la documentazione, e l’azienda dei rifiuti cosa fa? Saluta tutti e va in ferie.

In barba alle raccomandazioni del sindaco del Comune di Pontedera Simone Millozzi, che nei giorni scorsi, oltre ad esprimere il proprio sdegno in riferimento a quanto stava accadendo, si era appellato proprio a Geofor chiedendo che i disagi dei cittadini fossero ridotti al minimo.

Ed invece, ecco la nota ufficiale dell’azienda: “Durante il mese di agosto anche gli sportelli al pubblico di Geofor osserveranno un periodo di ferie. La regolare ripresa delle attività di sportello riprenderà con il primo di settembre, ma in questo periodo resterà comunque attivo il numero verde, così come il servizio fax o email. I cittadini che avessero necessità di chiarimenti sulle bollette, anche relativamente alle note questioni dell'F24, potranno adoperare i canali sotto indicati, oppure usufruire nuovamente degli sportelli alla loro riapertura. Non c'è alcun aggravio di costi e sanzioni e quindi è possibile rimandare a settembre la risoluzione delle pratiche, senza sacrificare il periodo agostano. Il numero verde è 800-959095 (da cellulare: 0587-261880), l’email tares@geofor.it, il fax 0587-261754”.

Su Geofor, che si era giustificata del caos-bollette chiamando in causa governo e Ministero per i nuovi metodi di pagamento introdotti, piove anche la smentita della stessa Agenzia delle Entrate. «La colpa dei disagi occorsi ai cittadini della Valdera per il pagamento del servizio rifiuti non può essere certo imputata – afferma il direttore generale Giovanna Alessio – al modello F24 semplificato. Secondo le dichiarazioni rilasciate dalla società di gestione dei rifiuti, non è stato possibile abbinare i pagamenti effettuati dai cittadini alle rispettive posizioni debitorie a causa della mancata indicazione sull'F24 dell'identificativo dell'operazione e dell'impossibilità di procedere utilizzando gli altri dati contenuti nel modello. In realtà, i Comuni hanno a disposizione, con cadenza settimanale, i dati analitici dei pagamenti effettuati dai contribuenti, compresi il codice fiscale e l'identificativo dell'operazione. In mancanza di quest'ultimo, l'abbinamento dei pagamenti può avvenire utilizzando anche il solo codice fiscale del contribuente, che identifica in modo univoco colui che ha effettuato il versamento. In sintesi, le "bollette pazze" vengono generate solo se mancano entrambi questi elementi o se viene erroneamente indicato il codice catastale del Comune. Una concomitanza di errori che dovrebbe essere limitata a un numero molto ridotto di casi. A fronte di un fenomeno che ha, invece, interessato una così vasta platea di contribuenti, nessuna responsabilità può pertanto essere imputata all'Agenzia delle Entrate e all'utilizzo del modello F24 semplificato».

Cristiano Marcacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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