Finanza
Banca condannata per comportamento antisindacale
Il giudice del lavoro: la CariVolterra ha punito ingiustamente un dipendente e ha esercitato pressioni su un suo collega
VOLTERRA. Comportamento antisindacale. È questo il giudizio espresso dalla sezione lavoro del tribunale di Pisa nei confronti della Cassa di risparmio di Volterra, secondo la sentenza firmata dal giudice Franco Piragine il 7 luglio scorso. Una condotta tenuta nei confronti della Federazione autonoma bancari italiani (Fabi) e di due suoi esponenti.
La dichiarazione di antisindacalità condanna l’istituto di credito al pagamento delle spese processuali (tremila euro) e al dietrofront rispetto ad alcuni provvedimenti presi dalla stessa Crv nei confronti di Mario Pertici, un dipendente della banca e segretario della stessa Fabi. Secondo quanto riportato dalla sentenza, infatti, a Pertici sono stati assegnati, ingiustamente, dieci giorni di sospensione per aver presentato «fotocopie di certificati medici dopo aver cancellato la data inizialmente apposta sull’originale dal sanitario e inserendovi di volta in volta le diverse date delle visite», necessarie per una malattia cronica di cui soffre. Anche in base alla testimonianza di un collega, è stato dimostrato che «lo stesso ufficio personale della banca – scrive il giudice – ha dato espresse indicazioni a un dipendente di comportarsi esattamente secondo le modalità che sono poi state contestate al Pertici».
Al sindacalista, poi, è stato assegnato un livello basso di valutazione per il 2012, secondo il nuovo sistema di valutazione della banca, periodo in cui è stato ininterrottamente in permesso sindacale. Secondo il giudice «il Pertici è stato destinatario della condotta proprio in quanto sindacalista», ordinando nella sentenza di attribuirgli il giudizio “ottimo” per il 2012.
Ma la sentenza cita anche pressioni esercitate dal vice direttore della banca, Stefano Picciolini, nei confronti di Maurizio Cecchelli, altro dipendente dell’istituto di credito e sindacalista della stessa Fabi. Secondo la sentenza, sarebbero stati due gli episodi, avvenuti senza testimoni, ma con la registrazione audio del secondo incontro. Anche in questo caso, è stata dichiarato antisindacale il comportamento tenuto dalla banca nei confronti di esponenti di Fabi.
La stessa Fabi, in una nota, parla di «attentato alla libertà e all’attività sindacale».
Andreas Quirici
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google