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Addio all’asilo a San Frediano

Addio all’asilo a San Frediano

La Regione Toscana ha revocato il finanziamento concesso al Comune nel 2011 grazie al Piuss

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CASCINA. L’asilo nido a San Frediano non si farà. Nonostante ci fosse già un fondo da oltre 635mila euro deliberato dalla Regione Toscana nel 2011.

Nei giorni scorsi, infatti, dal settore istruzione ed educazione di Firenze hanno revocato il finanziamento che il Comune di Cascina aveva ottenuto, con il progetto della nuova scuola grazie all’inserimento nei Piuss (Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile).

La struttura avrebbe dovuto essere costruita nella frazione di San Frediano dalla coperativa Agape Scarl. Del costo totale stimato in un milione e mezzo di euro quasi la metà (632mila euro) sarebbero stati a carico della Regione.

Peccato che il 30 giugno scorso, tramite posta certificata, lo stesso Comune abbia fatto sapere a Firenze che «erano venute meno le condizioni per la realizzazione». E, dopo neanche due settimane, la Regione ha annullato il finanziamento.

«L’investimento non rientrava più nel business plan della cooperativa Agorà - sostiene il sindaco Alessio Antonelli - erano loro i titolari dell’intervento e il Comune non ha potuto far altro che prenderne atto. Avevamo cercato una soluzione, chiedendo a Firenze di poter subentrare come ente nel finanziamento o, in alternativa, dirottare le risorse ad un altro soggetto. Purtroppo non ci sono state le condizioni e ora, dovremo farci carico delle eventuali emergenze che deriveranno da questa scelta».

Per un breve periodo l’area in cui avrebbe dovuto sorgere il nido era stata anche cantierata ma poi non se n’è fatto di nulla.

Pensare che il progetto era già definito: l’asilo sarebbe stato costruito accanto alla materna comunale, «inserito in un contesto di forte incidenza abitativa».

Una scuola in grado di ospitare 50 bambini in età compresa tra i tre mesi e i tre anni, aperta 11 mesi l’anno, da settembre a luglio, con un orario giornaliero dalle 7.30 fino alle 16.30 e possibilità di ulteriore permanenza presso l’atelier gioco fino alle 19.

«Questo programma consente di venire incontro ai problemi occupazionali del territorio di Cascina, in quanto si prevede un impiego di almeno nove figure professionali. Ed in particolare permette di riflettersi positivamente sull’occupabilità di genere, con la formazione e l’inserimento nel mercato del lavoro di donne e nello stesso tempo riconciliando la vita lavorative e privata di molte famiglie», si legge in una nota del Comune che risale all’approvazione del finanziamento.

Rino Bucci

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