Sicurezza
Stop alle auto e in migliaia alla festa di Navacchio
Dopo l’esperienza di San Frediano a Settimo un’altra novità nelle frazioni con la collaborazione dei commercianti e dell’associazione Donneinmusica
NAVACCHIO. Se si pensa a cosa hanno in comune le frazioni della piana di Cascina, la mente va subito a una strada che corre dritta e trafficata. Una lingua d'asfalto tra case, negozi, persone. E che a sua volta è attraversata da autobus, macchine e scooter. Sono le immagini della via Tosco-Romagnola dei tempi moderni. Una consuetudine che l'associazione “Donneinmusica” ha cancellato per una giornata, organizzando la prima edizione di “In cima a strada”. Un titolo che coinvolge tre frazioni, Navacchio, Casciavola e San Prospero, e che racchiude almeno tre elementi. La chiusura al traffico di un tratto della Tosco-Romagnola, la rievocazione di una vecchia abitudine e un evento speciale da celebrare. Stop alle auto. Dalle 16 del pomeriggio fino alla mezzanotte la circolazione tra gli incroci di via 2 giugno e via Di Lupo Parra è stata interrotta. Al posto delle auto i bambini tra le bancarelle e i punti ristoro allestiti dai commercianti. Una situazione inedita per questa strada. Che riporta indietro nel tempo. Quasi a un secolo fa. «Quando ero piccola la sera vedevo mio nonno prendere la sedia e uscire di casa. Gli chiedevo sempre “Dove vai?”. E lui rispondeva “Vado un po' in cima a strada”». E' la testimonianza di Fabiola Trivella, presidente di “Donneinmusica”. Ma potrebbe essere quella di qualunque cittadino che abita sulla Tosco-Romagnola. Quando traffico e auto non c'erano ancora si chiamava via Fiorentina, e andare per strada a fare quattro chiacchiere era un appuntamento irrinunciabile per i nostri nonni. «Ci siamo ispirati proprio a questo per creare l'evento – spiega Fabiola – e abbiamo voluto mantenere il linguaggio originale “In cima a strada”, anziché “alla strada”». Amarcord. Per una giornata Navacchio, San Prospero e Casciavola si riprendono la strada e l'appuntamento merita di essere celebrato come si deve. «Abbiamo scelto una cartolina con una doppia immagine: la Tosco-Romagnola come appare oggi e come era nel 1920, fotografate dallo stesso punto, ovvero dove si trovava il lampione che fungeva da scambio per il “trammino”. E' un pezzo da collezionisti e Poste Italiane ha provveduto all'annullo filatelico». La cornice. Ad allungare lo sguardo sul passato hanno contribuito le esposizioni di vecchie foto e cartoline delle collezioni di Enzo Biasci e Sauro Scarlatto, le opere con materiali riciclati degli studenti dell'Istituto Borsellino e la mostra con i cimeli dell'Arma dei Carabinieri esposti nella vecchia caserma lungo la Tosco-Romagnola. «Dopo la serata di San Frediano ci siamo ripetuti con un evento dello stesso spessore – dice il sindaco Alessio Antonelli – ora proveremo a chiudere la Tosco-Romagnola anche a Titignano per la sagra della zizzola»
Lorenzo Lazzerini
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