Italia
Finisce allo Stato l’eredità del soldato ferito in guerra
Dopo l’esperienza nelle colonie africane, visse per oltre 48 anni nell’ex ospedale psichiatrico di Volterra. La lunga storia di Angelo Marchi
VOLTERRA. Ci si potrebbe scrivere un romanzo sulla storia di Angelo Marchi, nato a Rio de Janeiro nel 1909 da genitori italiani e morto il 29 giugno 2000 all’ospedale di Cecina, dopo essere stato ricoverato per oltre 48 anni nelle strutture psichiatriche di Volterra. Il giovane Marchi aveva lavorato come impiegato in alcune ditte in Egitto fino a quando nel 1933 era partito come volontario nella guerra italo-etiopica. Fu ferito alla testa in Africa, perse la memoria, tanto che, al suo rientro in Italia, non fu in grado di indicare se aveva parenti. Non si sapeva dove abitasse tanto che gli fu data la residenza a Livorno perché luogo di attracco della nave-ospedale che lo riportò in Italia, e così smemorato è vissuto a Volterra. Oggi, anche se a distanza di 14 anni dalla sua morte, lascia allo Stato un’eredità di circa 140mila euro.
Curatore dell’eredità giacente è stato nominato, nel 2002, l’avvocato Ivo Gronchi di Pontedera, che in questi anni ha intrapreso un’attività conoscitiva per ricostruire la posizione giuridica ed economica del defunto soldato e, soprattutto, per verificare che l’uomo non avesse eredi. Una lunga ricerca con numerosi e inevitabili obblighi burocratici.
Le ricerche si sono rivelate più complesse del previsto. L’unica cosa certa è che Marchi aveva una pensione di guerra che gli era stata riconosciuta dal 1949 e i cui documenti erano stati archiviati dalla struttura Morel 1 di Volterra, unica vera “casa” del protagonista di questa storia. Dopo essere stato ricoverato nelle strutture psichiatriche di Volterra, una volta tornato dall’esperienza della guerra e dopo che gli era stata diagnosticata una forma di “sindrome schizofrenica”, era stato interdetto e assistito fino al momento della morte. Ma non tutti gli atti del fascicolo che riguarda l’uomo sono stati archiviati e conservati in maniera adeguata. Si è arrivati così al 2002, quando il tribunale di Pisa, sezione distaccata di Pontedera, che peraltro oggi è stata “cancellata” dalla riforma giudiziaria, ha dichiarato giacente l’eredità di Marchi nominando curatore l’avvocato Gronchi.
Il primo atto, come prevede la legge, è stata la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della nomina di curatore dell’eredità giacente. Poi è iniziato il viaggio a ritroso nel tempo per ricostruire quali sono stati i tutori dell’ex soldato dove era stato ricoverato anche dopo che l’ospedale psichiatrico è stato soppresso.
Oggi, l’iter si è concluso. I circa 140mila euro lasciati in eredità (per lo più i soldi della pensione di guerra) possono tornare allo Stato.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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